Ritorno alle virtu

Se il titolo di questo libro potrebbe non incuriosire il lettore, poiché ha in sé un aggettivo oggi ritenuto ormai antiquato, il sottotitolo – la riscoperta di uno stile di vita – certamente catturerà, invece, la sua attenzione massima. Questo perchè siamo tutti molto attenti allo stile della vita perché lo associamo alla qualità della vita.
Ma lo stile che propone Ravasi, nulla ha a che vedere con quello che gran parte della società concepisce.
Infatti, oggi, “Virtù”, nell’immaginario collettivo, è una parola, un qualcosa che ha bisogno di essere svecchiata e trovare applicazione concreta con modi più moderni, evitando così il rischio di passare per tradizionalisti ad oltranza o, peggio ancora, reazionari.
Scorrendo le pagine troviamo una citazione esilarante di Woody Allen, dalla quale si può partire per capire la nostra contemporaneità: “al mondo ci sono buoni e cattivi: i buoni dormono meglio, ma i cattivi da svegli si divertono di più!”
Proseguendo, poi, scopriremo quanto sia vera e quanta strada abbiamo ancora da fare per capire che non è esattamente questa la strada per la vera libertà dell’individuo.
Ciò che oggi rappresentano le preoccupazioni principali dell’uomo sono il successo, l’utilitarismo, l’egocentrismo. Il nostro stile di vita è inteso maggiormente come raggiungimento del benessere, della sicurezza economica, della salute. Assente o quasi, piuttosto, è l’attenzione che si pone in ciò che è concretamente l’essere umano in quanto Uomo, nel suo “contenuto”, nei suoi valori,  nelle sue doti, nei suoi talenti, nella sua sensibilità, nel suo senso del rispetto verso l’altro.
In queste pagine, in realtà, si parla di fede, di speranza, di carità (virtù teologali) si parla di prudenza, di fortezza, di giustizia, di temperanza (virtù cardinali o morali naturali).
Ravasi, facendosi interprete di numerosi pensatori (Dante, S. Agostino, Platone, Tommaso d’Aquino, Aristotele, Boccaccio) che nei secoli hanno affrontato queste tematiche, ha illustrato, raccontato, disegnato, chiarito e riferito magistralmente con infinita delicatezza e grande semplicità tutte le virtù esistenti, affinché tutti le possano meglio conoscere, scoprire per farne prezioso tesoro e metterle a frutto per vivere la vita con vero stile.
Charles Péguy – poeta francese – così interpreta la speranza: “E’ la speranza cosa difficile, e a voce bassa e vergognosa. E la cosa facile è disperare. Ed è la grande tentazione”.
Oppure Kafka, quando esprime il suo pensiero di carità: “Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita, verso tutte le altezze e tutte le profondità. L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo; problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori, la strada”
E ancora, Sant’Agostino rispetto alla fede: “Chiunque crede pensa, e pensando crede…La fede, se non è pensata è nulla!”
Gianfranco Ravasi è un uomo di chiesa, ma è soprattutto un uomo di grande cultura, di un’apertura mentale non comune, con conoscenze filosofiche e teologiche al di sopra della media; quindi, non fosse altro che per una semplice “acquisizione di sapere”, vale la pena leggere questo libro.
Dovremmo, poi, leggerlo tutti perché in esso si ritrovano pezzetti di vita di ognuno di noi, delle proprie tempeste delle passioni, delle proprie vicissitudini caratteriali, dei propri limiti e attraverso la conoscenza di questo eccezionale mosaico di virtù, trovare una probabile luce che illumini il proseguo della nostra esistenza.

 “Le virtù sono conquista di se stessi, dominio sulle tempeste delle passioni, adesione coerente e permanente al bene, alla verità, alla bellezza, alla giustizia”    Gianfranco Ravasi