Ritrovare armonia sguardo anche dopo perdita occhio

ROMA – La causa puo’ essere un trauma, un tumore o una malattia. La conseguenza e’ la rimozione dell’occhio, un danno fortemente invasivo che porta non solo alla perdita definitiva della vista, ma anche a problemi estetici e di relazione sociale. Se la vista non puo’ essere recuperata, all’aspetto estetico c’e’ un rimedio: la ricostruzione dell’occhio. Un intervento complesso, ma non impossibile. ”Oggi la medicina ha fatto progressi notevoli ed e’ possibile avere uno sguardo che, almeno all’apparenza, puo’
sembrare normale”, premette Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico socio dell’European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs), che ha tenuto nei giorni scorsi un corso base di chirurgia oftalmoplastica all’Hilton Rome Airport & Hilton Garden di Fiumicino, a Roma. ”Spesso chi ha avuto traumi oppure malattie come tumori, glaucomi gravi o infezioni dell’occhio, subisce numerosi interventi mirati al recupero funzionale della vista ? spiega il dottor Bernardini -. In alcuni casi, tuttavia, l’occhio perde del tutto la sua funzione, crea dolore e diventa atrofico, piccolo ed incolore. Il paziente comincia a portare occhiali scuri, perde sicurezza nel proprio aspetto e si imbottisce di gocce e farmaci antidolorifici. In questa fase, la vista e’ persa definitivamente, ma si puo’ eliminare il dolore e ripristinare uno sguardo, e con esso una vita sociale, il piu’ possibile normale”. L’intervento consigliato e’ l”’eviscerazione” del bulbo oculare: la parete dell’occhio e i muscoli collegati sono mantenuti intatti, ma si rimuove tutto cio’ che all’interno dell’occhio non funziona e causa il dolore. ”Il rivestimento sclerale viene successivamente riempito con una endo-protesi per mantenere intatto il volume occupato dall’occhio, in modo da mantenere inalterati i rapporti anatomici dell’orbita e con le palpebre – prosegue Bernardini -. La protesi estetica, cosi’ chiama l’occhio artificiale, e’ oggi un guscio molto sottile che sta tra le palpebre e gode anche di un sufficiente movimento. Applicata da protesisti specialisti in questo settore, e’ realizzata a mano in speciali resine, basandosi sul colore dell’altro occhio. Oggigiorno si realizzano dei veri capolavori: la pupilla viene disegnata delle dimensioni dell’occhio sano e anche le piu’ piccole sfumature del colore vengono copiate. Spesso nello sguardo in posizione primaria, ossia diretto al centro, non riconosco l’occhio operato se non dopo un esame piu’ attento”. La rimozione dell’occhio e’ un intervento estremo, a cui spesso i pazienti vengono sottoposti dopo anni di sofferenze fisiche legate al dolore profondo e continuo e a traumi psicologici legati all’aspetto estetico alterato dell’occhio malato. ”Chi perde un occhio deve gia’ affrontare un deficit importante dal punto di vista funzionale ? prosegue Bernardini -. Almeno oggi siamo in grado di rimandare i pazienti alle loro famiglie, amici e colleghi di lavoro con segni invisibili del trauma. Eliminare il dolore e ripristinare un occhio all’apparenza normale e’ gia’ un traguardo: poche settimane dopo l’intervento i pazienti non sentono piu’ dolore e sono soddisfatti della propria immagine allo specchio. Riacquistando la sicurezza del proprio aspetto possono riprendere una vita sociale, sicuri di poter invitare a cena la persona desiderata o guardare in faccia figli e nipoti senza paura di spaventarli”.


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