Salmonella ?cavallo di Troia? per vaccino anti-melanoma

MILANO – Infettare il cancro con un batterio salmonella. Per convincere il sistema immunitario, opportunamente addestrato, a combattere il tumore e a ucciderlo.  Utilizzare il germe della salmonellosi come un ?cavallo di Troia?, per ingannare le naturali difese del nostro organismo e indirizzarle dove c?? più bisogno, ? una delle strategia anti-melanoma dell?Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Il progetto ? stato illustrato oggi all?Irccs diretto da Umberto Veronesi, durante la presentazione della terza Giornata a favore della ricerca contro il melanoma, organizzata per domenica 13 aprile dall?Imi (Intergruppo melanoma italiano) con Lega Calcio. In tutto sono tre gli studi in programma all?Ieo con l?obiettivo di mettere a punto vaccini terapeutici anti-melanoma. ?Il melanoma ? un tumore abbastanza strano – spiega infatti Veronesi, a margine dell?incontro – perché viene riconosciuto dallo stesso organismo come un elemento estraneo?. Per questo motivo ?le guarigioni spontanee da melanoma sono fra le più frequenti? in oncologia, ricorda. E sempre ?partendo da questa osservazione?, nel tentativo di potenziare l?attacco delle difese immunitarie contro il melanoma ?? nata una grande quantit? di studi immunologici che lasciano aperte delle speranze concrete?, sottolinea lo scienziato. Fra le ricerche in corso o in partenza, ?quello sulla salmonella ? forse il più affascinante – commenta Alessandro Testori, presidente dell?Imi e direttore della Divisione melanomi e sarcomi muscolo cutanei dell?Ieo – La sperimentazione ? in fase clinica II. Ha gi? coinvolto 10 pazienti e probabilmente ne arruoler? presto un?altra ventina?, aggiunge. ?Per prima cosa – riferisce Maria Rescigno, direttore della Divisione di immunologia del Campus Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare)-Ieo di Milano – si somministra una vaccinazione orale anti-salmonella?. E nei pazienti che raggiungono un livello di anticorpi anti-salmonella almeno raddoppiato, ?si inietta il batterio nel tumore, così da infettarlo e da attirare sulle cellule malate i ?soldati? del sistema immunitario?. La tecnica sfrutta il fatto che ?la salmonella presenta un tropismo molto elevato per il tumore – dice Testori – Tende cio? a invaderlo con facilit??. Il vaccino ? rivolto ai malati gi? operati per melanoma, per scongiurare ricadute o metastasi. Stesso impiego avrebbero gli altri due sieri terapeutici anti-melanoma ai quali l?Ieo sta lavorando insieme ad altri Irccs italiani, ?7 o 8, sotto l?egida dell?Imi?, continua l?esperto. ?Uno di questi vaccini allo studio, che su due pazienti ha gi? prodotto una risposta completa – prosegue – utilizza le cosiddette ?Heat shock protein?, proteine prodotte dalle cellule sotto stress, quindi anche da quelle tumorali. Partendo da una porzione di melanoma prelevata al malato, queste proteine vengono estratte, lavorate e reiniettate. Una volta in circolo, ?catturano? gli antigeni tipici della cellula tumorale e li presentano al sistema immunitario, che le riconosce meglio e le combatte con più efficacia?. L?ultimo siero, conclude Rescigno, ?? composto invece da cellule di melanoma che vengono prelevate dal paziente, rese inoffensive tramite radioterapia, legate a particolari sostanze che le rendono più riconoscibili al sistema immunitario e reiniettate?. I due studi coinvolgeranno ognuno un centinaio di malati, il reclutamento partir? fra 3-4 mesi e i risultati dei trial sono attesi fra 2-3 anni.


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