Salute: scartate 19[%] domande invalidita? per handicap

ROMA – Crescono anche le segnalazioni al Pit salute di Cittadinanzattiva in un altro settore delicato: la disabilita’, handicap, invalidita’ e accompagnamento (11[%], +2,8 su 2005). Secondo il X rapporto dell’associazione di tutela dei diritti dei malati, la la disabilita’ e’ un esempio di come la malattia possa costituire una premessa per uno svantaggio sociale o addirittura l’anticamera dell’emarginazione. Nel rapporto, presentato oggi al ministro Turco, infatti, nell’insieme delle informazioni relative a cittadini riconosciuti o in attesa di riconoscimento dell’Invalidita’ civile o accompagnamento, affetti da handicap o comunque colpiti da malattie, croniche e invalidanti, emerge che il 52[%] dei soggetti che segnalano criticita’ abbia un’eta’ compresa tra i 18 e i 65 anni.
Per dare sostegno a chi si ritrova in simili condizioni, lo Stato prevede l’erogazione di alcuni benefici, economici e non, ma gli iter burocratici per accedervi sono farraginosi e lentissimi rispetto alle necessita’. Si accumulano, cosi’, ritardi impressionanti tali per cui queste misure non raggiungono lo scopo per le quali sono state previste. E’ come se, a causa della propria incapacita’ di controllo, lo Stato abbia, nella migliore delle ipotesi, stretto le maglie nelle erogazioni o nei riconoscimenti, a discapito di chi non ha mai truffato e vive gia’ una condizione di difficolta’.
Una nota positiva in questo panorama e’ la Legge n. 80 del 2006 che prevede la semplificazione degli adempimenti amministrativi per il riconoscimento dell’invalidita’ civile e dell’handicap in favore delle persone con disabilita’, sebbene questa legge non possa ancora considerarsi pienamente attuabile.
Le segnalazioni relative all’invalidita’ e all’accompagnamento denunciano principalmente una difficolta’ di accesso alle informazioni (38[%]), il mancato riconoscimento della condizione di Handicap e quindi dei relativi benefici (19[%]) previsti dalla legge. Meno frequenti i casi in cui i cittadini denunciano difficolta’ legate a tempi e modi di svolgimento della visita medico legale (9[%]) piuttosto che di accesso alla documentazione (10,2[%]). Non mancano, infine, le richieste di consulenze e assistenza legale (6,9[%]). Il 2006 e’ stato un anno di importanti novita’ normative in tema di semplificazione delle procedure di riconoscimento, ecco perche’ su 100 richieste di informazioni 40 riguardano le novita’ introdotte dalla Legge 80/06. I cittadini sono ansiosi di potersi sottrarre ad inutili visite di verifica per quelle patologie accertate come stabilizzate, che purtroppo possono solo peggiorare nel tempo.Su 100 segnalazioni relative al mancato riconoscimento dei benefici, 27 riguardano la percentuale attribuita dalla Commissione Medica ritenuta inadeguata dal paziente rispetto al quadro clinico. Il mancato riconoscimento dell’accompagnamento riguarda, complessivamente, quasi il 50[%] delle segnalazioni.
Molti contano sull’erogazione dei 457,66 Euro mensili per dare respiro economico alle proprie tasche impoverite da quanto occorre attualmente sborsare per curarsi; per quanto la cifra in se’ possa non essere risolutiva, ricevere o meno questo beneficio fa davvero la differenza. Al 22,2[%] non viene riconosciuta l’indennita’ di accompagnamento a soggetti affetti da patologie oncologiche e in cura chemio e/o radioterapica. Non tutte le Commissioni di accertamento purtroppo assumono i principi contenuti nella Sentenza della Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 10212 del 27 maggio 2004, che – ricorda Cittadinanzattiva – riconosce il diritto per le persone affette da cancro, provati dalla chemioterapia e incapaci di muoversi autonomamente, di ottenere l’indennita’ di accompagnamento per tutto il periodo nel quale sono sottoposti a questo debilitante trattamento terapeutico.Il D.P.R. 21 settembre 1994, n. 698, che pone i termini entro i quali debbono essere adempiuti gli accertamenti relativi all’invalidita’ e alla concessione delle provvidenze economiche pone il limite massimo di tre mesi per la convocazione a visita (a partire dalla presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidita’): il 63[%] lamenta il mancato rispetto dei tempi previsti dalla normativa.
Migliorano nel 2006 i tempi necessari per il riconoscimento di invalidita’ per quanto riguarda l’erogazione dei benefici economici, scendendo mediamente da 40 a 35 mesi, mentre peggiorano per la convocazione della prima visita (da 8 a 11 mesi), per la visita domiciliare o nei luoghi di ricovero (da 4 a 5 mesi), nella trasmissione tra uffici della pratica (da 4 a 5 mesi). Anche le segnalazioni riguardanti l’handicap, risultano in aumento nell’ultimo anno: 2,4[%] rispetto al 2005. Il 42[%] delle segnalazioni in tema di handicap lamenta la difficolta’ ad ottenere e/o ad usufruire dei benefici previsti dalla Legge 104/92 anche quando e’ stata accertata la condizione di Handicap grave; il 18[%] lamenta che la sua richiesta di riconoscimento handicap non ha avuto esito positivo; difficolta’ di accesso alle cure domiciliari e alla riabilitazione (13[%]); lunghi tempi di attesa (11[%]); difficolta’ nell’accesso alle informazioni (7[%])."I diritti dei cittadini non possono essere limitati dalla burocrazia farraginosa o dall’incapacita’ dello Stato di controllare", dichiara Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. "La semplificazione amministrativa resta ancora una chimera per i cittadini disabili o affetti da patologie gravi. Basti pensare alle legge 80: un atto di civilta’ nei confronti di chi non potra’ veder migliorare le proprie condizioni, resa inattuata dalla mancanza di un passaggio burocratico: la pubblicazione da parte del Ministero dell’Economia della lista delle patologie che rientra nella sfera di sua applicazione. Ci sembra davvero che una beffa si aggiunga al danno".


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