Sanit?: all?Istituto Regina Elena di Roma 2 PET di ultima generazione ? Costate 5 mln di Euro, permettono diagnosi precoce tumori e predicono efficacia chemio

ROMA – Due nuove Pet di ultima generazione all’Istituto Regina Elena (Ire) di Roma per potenziare l’assistenza clinica e la ricerca oncologica del Centro romano. I macchinari, inaugurati oggi all’Ire, sono costati quasi 5 milioni di euro e sono gia’ in funzione da qualche giorno. Al ‘taglio del nastro’ erano presenti l’assessore regionale alla Sanita’ Augusto Battaglia, il direttore generale degli Istituti fisioterapici ospitalieri Marino Nonis, il direttore scientifico dell’Ire Paola Muti e il direttore della Medicina nucleare Carlo Ludovico Maini.
La Pet (Tomografia ad Emissione di Positroni) e’ una metodica di ‘imaging molecolare’ contro i tumori, innovativa e piu’ precisarispetto alla Tac e alla risonanza magnetica. La Pet-Tc, oltre a scovare segni molto precoci di un tumore, permette di prevedere l’efficacia delle cure, come la chemioterapia. Una volta entrati a pieno regime, i due nuovi macchinari potranno eseguire in tutto 24-28 esami al giorno. "La metodica – ha assicurato Maini – se utilizzata correttamente permette di risparmiare risorse e di ridurre del 20-30[[%]] inutili interventi chirurgici".
Per Maini, "e’ il coronamento di un lavoro che andava avanti da dieci anni e che oggi pone l’Ire tra i primi 5 Centri pilota in Europa in campo oncologico". Emozionato il direttore scientifico Muti, che ‘offre’ alla Regione "le competenze dell’Istituto", ma lamenta "i pochi finanziamenti che l’Ire riceve per avanzare nella ricerca". Soddisfatto anche Nonis, secondo cui "l’inaugurazione permette all’Istituto di proseguire nel suo progetto di eticita’ nell’approccio clinico, equita’ di accesso alle prestazioni e di ruolo centrale del paziente".
L’assessore Battaglia trae dalla giornata "la conferma che il Regina Elena e’ un punto di riferimento non solo per la Regione, ma per tutto il Paese". Gli unici problemi sembrano riguardare il personale. "Per utilizzare i due macchinari completamente – lamenta Maini – serve un potenziamento degli operatori. Per le due Pet servonoinfatti, ogni turno, 3 medici, 3 tecnici e 3 infermieri, ma non abbiamo abbastanza personale".


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