Sanita?: Napoli, indagini con video capsula per cancro al colon

NAPOLI – ”Per la prima volta in Italia, al di fuori di trials sperimentali”, sono  state eseguite presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli due indagini del colon tramite video capsula. Ne ha dato oggi notizia Giovanni De Palma, responsabile dell’ Area Funzionale di diagnostica e terapia endoscopica intraoperatoria del Dipartimento di Chirurgia generale e geriatrica, endoscopia diagnostica ed operativa, diretto da Giovanni Persico.
”La video capsula – evidenzia De Palma, che ha coordinato l’equipe che ha eseguito gli accertamenti con la nuova metodica – finora e’ stata utilizzata solo per lo studio dell’esofago e dell’intestino tenue.
L’impiego per il colon e’ davvero innovativo ed apre nuove frontiere non solo nel campo della diagnostica ma anche in quello della prevenzione oncologica”.
Trentuno millimetri di lunghezza e undici di larghezza per meno di quattro grammi di peso. Questo e’ il concentrato di tecnologia in pillola che permette l’esame diagnostico del grosso intestino in maniera non invasiva e che e’ destinata ad affiancare ed in taluni casi a sostituire la tradizionale colonscopia diagnostica.
L’esplorazione con ”la pillola” dell’intero colon dura  in media otto ore. La pillola invia le immagini a un registratore fissato alla cintura del paziente, immagini che saranno poi visionate su un computer dedicato. Il sistema richiama alla memoria, per analogia, le indagini cardiache effettuate con l’Holter, ma e’ molto piu’ sofisticato: ”La video capsula – aggiunge De Palma – e’ dotata alle due  estremita’ di una telecamera miniaturizzata sincronizzata con un flash luminoso, capace di catturare quattro immagini al secondo per tutta la lunghezza del grosso intestino”.
?’I vantaggi principali della metodica – sottolinea Persico – sono rappresentati dalla assenza di radiazioni e dalla non-invasivita’  che consente al paziente di evitare la sedazione, l’intubazione  e l’insufflazione intestinale, con una tollerabilita’ eccellente. Il limite attuale e’, invece, rappresentato dalla impossibilita’ di effettuare prelievi istologici. Questo limite, pero’, in un prossimo futuro sara’ sicuramente superato”.
I primi due esami eseguiti nell’ Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II sono stati praticati in pazienti con familiarita’ per cancro colo-rettale. Con l’utilizzo di questa nuova metodica si aprono orizzonti di grande interesse: sara’, infatti, possibile ipotizzare screening di massa per il cancro colo-rettale, la cui diffusione e’ in continuo aumento.


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