Sanita?. SIC: ?Viaggi speranza?? Ormai solo in casi estremi. Tersigli: Italia eccelle in trapianti e che mio, non servono piu?.

Roma – "Viaggi all’estero? Non ce ne e’ piu’ bisogno se non per casi estremi. Non ci sono piu’ i ‘viaggi della speranza’, per salvarsi la vita come accadeva 20 anni fa, per lo meno io non ne sento piu’ parlare ". Roberto Tersigni, presidente della Societa’ italiana di chirurgia (Sic), conferma nella sostanza, dal suo osservatorio, quanto risulta dai dati del Dossier sul Ssn, diffusi dal ministero della Salute, che evidenziano che nel 2005 sono state 5 mila le istanze di autorizzazione per cure all’estero, dato in netta diminuzione rispetto al 1995, quando le richieste di autorizzazione sono state circa 20 mila. "Prima si andava all’estero soprattutto per i trapianti, la cardiochirurgia e la chemioterapia- spiega
Tersigni-. Ora in tutti questi campi abbiamo raggiunto un livello di eccellenza, non c’e’ piu’ bisogno, per esempio, quando si ha un tumore da trattare di andare per la chemioterapia al ‘Gustave Roussy’ di Parigi, come accadeva prima. Per i trapianti siamo tra i primi Paesi, anche nella cardiochirurgia sono stati fatti grandi passi avanti". Oggi all’estero si va, aggiunge Tersigni, "quando in  Italia vengono interrotte le cure per evitare l’accanimento terapeutico". In questi casi, sottolinea il presidente Sic, "c’e’ chi va fuori per sperimentare altre terapie
o interventi ultra-specializzati, ma sono casi estremi".Ma cosa ne pensa il presidente della Societa’ italiana di chirurgia del fatto che, per alcune terapie, come la fecondazione assistita, per esempio, ci siano molte coppie, invece, costrette ad andare all’estero? E’, di fatto, quanto ha rilevato anche Cittadinanzattiva- Tribunale del malato, che ha contestato i dati del dossier sulla diminuzione dei viaggi all’estero. "E’ vero, ma questo- risponde Tersigni- e’ un problema non propriamente medico, ma legato alla religione: sotto questi aspetti- conclude- siamo ancora un Paese ‘a sovranita’ limitata’".

 


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