Se manca carnitina, l’antitumorale è tossico

ROMA – Persistente senso di nausea, vomito, inappetenza, un senso di insopportabile fatica sono solo alcuni sintomi di una molteplicita’ di effetti tossici, spesso conseguente a trattamenti chemioterapici su pazienti affetti da neoplasie. Tossicita’ che, nella sua insorgenza e severita’, sembrerebbe correlarsi alla carenza di carnitina. Una scoperta che aprirebbe la strada verso un nuovo impiego terapeutico di questa sostanza, ai fini di alleviare indesiderati effetti del trattamento antineoplastico. Una buona notizia dunque per la qualita’ di vita dei pazienti in terapia, risultato delle esperienze di ricerca condotte dal farmacologo e oncologo sperimentale egiziano Mohamed M. Sayed-Ahmed. Sayed-Ahmed e’ intervenuto alle Letture del ciclo Medicina della Complessita’ a cura di Fondazione Sigma-Tau oggi presso l’Istituto superiore di sanita’ di Roma. “In questi ultimi anni, molti studi clinici e sperimentali – sostiene Sayed-Ahmed, gia’ direttore al National Cancer Institute del Cairo – hanno purtroppo dimostrato come alcuni importanti antitumorali, quali doxorubicina, cisplatino, carboplatino, ciclofosfamide e ifosfamide, interferiscano con l’assorbimento, la sintesi e il rilascio di carnitina nei tessuti non tumorali, induc o in questi una sua carenza, curabile somministrando carnitina ai pazienti senza peraltro diminuire, dato importantissimo, l’efficacia delle terapie antitumorali stesse”.


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