Sempre piu? all?estero i viaggi della speranza

ROMA – Sempre piu’ all’estero i viaggi della speranza, e nel 2007 sono aumentati del 7[%] quelli all’interno dell’Italia: per curarsi si viaggia ma sempre da sud a nord. Oppure si rimane nella propria area geografica. Questi i dati diffusi nel corso del convegno ”Mobilita’ sanitaria, quali soluzioni per l’accoglienza dei pazienti e dei loro accompagnatori?” che si e’ tenuto nell’ambito della Settimana della Vita Collettiva, organizzato dalla Sevicol insieme al Cits e alla Fondazione Mentore. La mobilita’ internazionale costituisce il 25[%] con una relazione inversa tra eta’ del paziente e propensione alla mobilita’: il 50[%] e’ caratterizzato da individui con eta’ inferiore ai 35 anni. Quattro le ragioni principali che inducono a recarsi all’estero: necessita’ di intervento chirurgico (32[%]) trapianti (17[%]), riabilitazione (11[%]), malattie rare (10[%]). Solo al quinto posto, la necessita’ di sottoporsi a specifiche terapie, contro il 10[%] del 2006,  nel 55[%] dei casi la necessita’ di sottoporsi ad intervento chirurgico (contro il 45[%] del 2006). Nel 10[%] dei casi il viaggio della speranza riguarda invece la riabilitazione. L’oncologia con il 34[%] delle segnalazioni e’ al primo posto come area specialistica, segue ortopedia (32[%]) e neurologia (10[%]). Nel nostro paese sono tre le principali direttrici: Nord-nord con quasi il 90[%] dei cittadini del nord che si spostano in un’altra regione ma restano nella stessa area geografica del paese. Centro-nord: percorsa con una percentuale vicina al 60[%] dei residenti. Isole-nord: poco piu’ del 50[%]. In sintesi, tutti vanno al nord. Nessuno al sud.La mobilita’ intra-regionale rappresenta circa il 24[%] del fenomeno: si registra come una sorta di mobilita’ ”forzata” quella all’interno della propria Regione: spostamenti dettati ancor di piu’ dal puro stato di necessita’. Tra i motivi piu’ ricorrenti emerge la carenza di strutture sul territorio (44[%]), le lunghe liste di attesa (22[%]), la mancanza di posti letto per ricoveri nei presidi sul territorio (18[%]), la mancanza di apparecchiature diagnostiche avanzate (15[%]).


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