Si? a farmaci biologici ma serve selezione pazienti, appello primari

MILANO – I farmaci biologici possono diventare il motore di una rivoluzione nella cura dei tumori. Ma sono costosi e vanno usati con criterio, selezionando i pazienti sulla base della capacit? di risposta, per garantire risultati efficaci e ottimizzare le risorse. A ciascuno il suo: ? questa la strada da battere per il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo), riuniti da oggi a sabato a Bergamo, per il loro congresso nazionale. L’obiettivo, spiegano in una nota, deve essere quello di garantire a tutti i pazienti l’accesso alle cure e, allo stesso tempo, trovare la via per superare il problema della sostenibilit?. Secondo i primari oncologi, ? necessario "collaborare con i
patologi e i biologi molecolari per selezionare i pazienti e dialogare con le istituzioni per superare gli ostacoli amministrativi e organizzativi ed eliminare le variabilit? regionali". Durante il congresso, dedicato al dibattito sulle priorit? dell’oncologia in Italia, si farà anche il punto sulle diverse realt? regionali. L’ideale della parit? di accesso ai farmaci innovativi, riflettono i camici bianchi, deve tradursi in fatti su tutto il territorio, in modo uniforme. "La persona deve essere al centro del pensiero e dell’azione dei medici oncologici, al di l? dei soli aspetti scientifici e farmacoeonomici", osserva Giuseppe Nastasi, direttore della Divisione di oncologia medica dell’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo e presidente del congresso Cipomo. Ma a fronte di un’incidenza dei tumori in costante aumento, "diventa essenziale non solo la prevenzione, ma anche la selezione dei pazienti", incalza Giordano Beretta, direttore del Servizio di oncologia medica del Fatebenefratelli di Brescia. Un uso indiscriminato dei farmaci di nuova generazione "comporta infatti costi inutili. Sapere quali pazienti presentano il ‘bersaglio’ significa, al contrario, sapere dove si potr? ottenere un risultato efficace". E su questo fronte "la creazione di banche di tessuti biologici, a gestione pubblica, ? l’unica strada che permetter? rapidi progressi terapeutici", ricordano i primari.


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