Sole selvaggio: a rischio la pelle dei bimbi

MILANO – Le tentazioni di paletta e secchiello e, soprattutto, la distrazione di mamma e pap? possono costare cari alla pelle dei più piccoli. E? quanto afferma uno studio americano che ha indicato una correlazione fra l?abitudine alle vacanze al mare e un aumento del numero di nevi (comunemente detti nei), considerato uno dei principali fattori di rischio per il melanoma, il più pericoloso tumore della cute. LO STUDIO ? I ricercatori della Colorado School of Public Health hanno esaminato 681 bambini di sette anni, di pelle bianca e sempre vissuti in Colorado, dunque lontani da lidi marittimi. Tramite interviste ed esami cutanei, ? emerso che per ogni vacanza al mare negli anni precedenti il numero di nevi era cresciuto del cinque per cento. Un dato da non sottovalutare, secondo gli autori dell?indagine, proprio perché la quantit? di nevi ? correlata alla probabilit? di sviluppare in futuro un tumore maligno della pelle. ?I genitori di bambini piccoli devono essere prudenti nel portare i piccoli in vacanze in luoghi molto soleggiati e in riva all?acqua, dove si sta tutto il giorno all?aperto poco vestiti? ha commentato Lori Crane, a capo del gruppo di ricerca. PI? ESPOSTI I MASCHI ? Fra i ragazzini il rischio di sviluppare nevi ? risultato superiore del 19 per cento a quello delle femmine, probabilmente per una maggiore propensione dei maschi a stare all?aria aperta. Anche se il lavoro si ? concentrato su bambini del Colorado, hanno inoltre precisato i ricercatori americani, i risultati sono applicabili a bambini di qualunque parte del mondo. Il resoconto dello studio ? apparso su ?Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention?, rivista dell?American Association for Cancer Research. DANNOSE LE USTIONI RIPETUTE – ?Intendiamoci, certamente non ? la vacanza che fa male ai bambini – commenta Carlo Gelmetti, responsabile del servizio di dermatologia pediatrica del Policlinico di Milano -. E neppure il sole, che resta un buon amico se preso a dosi ragionevoli e con gradualit?. Il pericolo, semmai, sono le esposizioni intense su aree del corpo poco abituate al sole e le scottature ripetute, in particolare nei più piccoli?. Una riprova del fatto che il rischio non sia nell?esposizione solare in quanto tale viene proprio dall?epidemiologia dei tumori cutanei: ?La gran parte dei melanomi si sviluppa in aree del corpo normalmente non esposte al sole, soprattutto sul dorso. Rare, invece, sono le diagnosi di melanoma al volto e alle mani, scoperte tutto l?anno? precisa l?esperto. LE INSIDIE DELLA NEVE – Ecco perché, forse più delle vacanze in riva al mare, ? necessario tenere alta l?attenzione durante i weekend ?mordi e fuggi? al primo sole dell?anno, quando, spiega ancora Carlo Gelmetti ?si sottopone la cute ai raggi solari senza aver fatto un periodo di ambientazione, si percepisce poco la sensazione di calore perché la temperatura ? ancora fresca?. Precauzioni necessarie anche in montagna, ?dove il freddo induce ad abbassare la guardia e le radiazioni ultraviolette Uva e Uvb sono intensificate dall?azione riflettente della neve?.
S? AI FILTRI FISICI – Come lasciare allora che i piccoli si godano il sole senza preoccupazioni? Con le sempre valide raccomandazioni di buon senso: ?Limitare i passatempi all?aperto, specie nelle ore più calde, fra le 10 e le 16, usare il più possibile maglietta, occhiali e cappellino e non dimenticare mai una buona crema solare, meglio se con filtri di tipo fisico (a base di ossido di zinco o biossido di titanio, ad esempio, che spesso lasciano un velo bianco), perché schermano sia i raggi Uvb che quelli Uva e non provocato reazioni di tossicit? neppure in pelli molto sensibili?. Donatella Barus


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