Soleterre, ospedale oncologico di Kiv rischia chiusura

ROMA – Il reparto di Neurochirurgia dell’Istituto Nazionale del Cancro di Kiev, in Ucraina, sta per rimanere senza medicinali e l’ospedale e’ a rischio chiusura senza l’arrivo di aiuti umanitari. A denunciare la drammatica situazione e’ l’associazione Soleterre, che sostiene 50 bambini al giorno di cui il 35% affetti da tumori al cervello, il 30% da malformazioni al cervello e il restante 30% idrocefalo. ”Il Ministero della Sanita’ Ucraino – afferma Soleterre in una nota – ha appena effettuato drastici tagli ai finanziamenti destinati alla dotazione minima di medicinali e materiali di consumo alle strutture ospedaliere del paese, gia’ normalmente carenti di tutto. La riduzione e’ del 75% rispetto ai fondi erogati lo scorso anno: nel mese di gennaio lo stanziamento statale e’ stato di 2.754 euro per l’intero reparto”. Il neurochirurgo Yuriy Oleksandrovych Orlov, Primario del reparto, si e’ rivolto a Soleterre per chiedere aiuto e per denunciare l’impotenza dei medici che tra qualche giorno, una volta esaurite le scorte, non potranno somministrare farmaci ai bambini per lenire il dolore. Per questo l’associazione lancia un appello: ”A Kiev servono urgentemente 93.000 euro per sostenere le spese per l’acquisto di medicinali e materiale di consumo”. E’ possibile contattare il numero verde di Soleterre Onlus 800.904181 o collegarsi al sito www.soleterre.org. ”Senza i fondi necessari – afferma il presidente di Soleterre Damiano Rizzi – condanneremmo a morte certa i bambini ucraini colpiti da tumore: il cancro puo’ essere sconfitto ma con cure adeguate.   inimmaginabile la mancanza di un semplice antidolorifico non solo nei nostri ospedali, ma anche nelle nostre farmacie; come possiamo accettare che succeda in un ospedale oncologico a tre ore di volo dall’Italia?”


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