Sperimentazioni a tutto campo

Molti farmaci che stimolano il sistema immunitario a reagire contro le cellule malate si stanno affacciando sul mercato o stanno affrontando le sperimentazioni cliniche. Ecco alcuni dei più promettenti:

Tumore della prostata
Sono molti i prodotti in sperimentazione per questo tipo di tumore. L’unico approvato è il Silupeucel-T (Provenge). E’ basato sull’isolamento di alcune proteine del tumore del singolo malato, sul loro potenziamento (dal punto di vista immunologico) e sulla successiva reinfusione delle stesse, in modo che agiscano poi da stimolanti specifici. Approvato negli Stati Uniti (in Europa dovrebbe arrivare entro il 2013), il Sipuleucel-T allunga la vita, in media, di circa quattro mesi, al costo di oltre 90 mila euro a ciclo. La sua commercializzazione ha suscitato un’accesa discussione sui costi di queste terapie e sui rapporti tra questi e i benefici reali.

Pancreas
L’idea risale a più di 100 anni fa, quando il medico newyorkese William Coley iniettò in malati oncologici streptococchi e serratie, al fine di risvegliare la risposta immunitaria; a riprenderla e verificarla è stato ora un gruppo dell’Università di Rostock, in Germania, che ha dimostrato, su modelli animali, che l’iniezione di spore di Clostridium novi agisce da potente stimolante sul sistema immunitario in animali con carcinomi del pancreas, facendo scomparire le masse tumorali più voluminose. Le spore infatti germinano in assenza di ossigeno, condizione tipica delle cellule neoplastiche, e così facendo attivano le difese, le quali distruggono la massa.

Sistema nervoso
I risultati di uno studio clinico interamente condotto dal National Cancer Institute statunitense su oltre 200 bambini malati di neuroblastoma, un tumore del sistema nervoso periferico molto aggressivo, pubblicati sul “New England Journal of Medicine”, non lasciano dubbi: è ora di considerare l’immunoterapia come il gold standard per questi malati. Gli oncologi dell’Università di San Diego hanno infatti dimostrato che, aggiungendo un cocktail costituito da un anticorpo monoclonale chiamato ch14.18 insieme a fattori che stimolano la risposta immunitaria alla normale chemioterapia, la sopravvivenza dopo due anni passa dal 46 al 66 per cento.

Cervello
I tassi di sopravvivenza ottenuti nello studio clinico preliminare pubblicato su “Clinical Cancer Research” dagli oncologi dell’Università di Los Angeles in pazienti con glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più spietati, lasciano stupefatti: si è passati infatti da un valore medio di 15 mesi a oltre 30. Il vaccino si basa sullo stesso principio di quello prostatico, e sfrutta le potenzialità delle cellule dendritiche, una delle popolazioni di cellule del sistema immunitario più attive contro quelle tumorali.
Il vaccino si ottiene prelevando specifiche proteine dal tumore asportato, mettendole a contatto con le cellule dendritiche del malato e poi reiniettando queste ultime nell’organismo, in modo che riconoscano le cellule neoplastiche e le distruggano. Vaccini basati sullo stesso principio sono in sperimentazione contro il melanoma e alcuni tipi di sarcoma.

di Agnese Codignola

http://espresso.repubblica.it/ (12 settembre 2011)

 


Articoli Correlati