Staminali: produrre e vendere ?cellule-farmaco?, progetto a Monza

MILANO – E’ un laboratorio hi-tech nel cuore della Brianza, un’officina dove le cellule vengono rieducate con metodi ingegneristici ad agire da farmaci per malattie oncologiche del midollo osseo e del sangue. Un lavoro da ‘big pharma’ che la stem cell factory Stefano Verri dell’ospedale San Gerardo di Monza, ha intenzione di sviluppare. Fino ad arrivare, in un futuro prossimo, a una più ampia produzione e alla vendita di queste ‘cellule-farmaco’ anche ad altri centri italiani che non hanno gli strumenti necessari per provvedere da s?. Il tutto a "costi abbordabili", assicurano gli esperti dell’ospedale lombardo. Il primo passo ? stato ottenere dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) l’autorizzazione per la produzione di farmaci sperimentali sotto forma di prodotti di terapia cellulare. In base al permesso rilasciato dall’Aifa, il laboratorio pu? infatti produrre cellule staminali da inserire in protocolli per la ricerca sperimentale contro diverse patologie. Una missione alla quale si preparava da circa tre anni. Pian piano sono stati messi a punto i protocolli (tre quelli sperimentali di fase I validati dall’Istituto superiore di sanit?, riguardo all’uso di cellule immunitarie manipolate) e sono cominciate le sperimentazioni. I casi trattati stanno diventando sempre più numerosi e presto – forse anche nel giro di un anno, ipotizza il direttore del Programma trapianto di cellule staminali ematopoietiche (Cse), Cornelio Uderzo – arriveranno le prime pubblicazioni. E l’officina del San Gerardo potr? debuttare anche in qualit? di produttore di terapie cellulari ‘su ordinazione’. Questo il futuro. Nel presente dell’ospedale, c’? un Programma trapianto che ha permesso alla rete composta dai due centri attivi nella clinica pediatrica e in quella di ematologia per adulti, al centro Aferesi e ai centri di ricerca Matilde Tettamanti e Stefano Verri, di ottenere l’accreditamento europeo Jacie (Joint accreditation committee-ISCT and EBMT). Una sorta di certificato di qualit? che attesta il rispetto di standard di eccellenza colloca l’ospedale fra i primi in Europa sul fronte dei trapianti. Quella del San Gerardo ? infatti fra le prime tre certificazioni ottenute in Italia su 50 centri che ne hanno fatto richiesta e fra le prime dieci in Europa per complessit? di Programma trapianto. I centri trapianti dell’ospedale lombardo (centri che insieme fanno 100 trapianti l’anno), sono attivi da circa vent’anni, un arco di tempo in cui sono stati eseguiti oltre 1.100 trapianti, di cui il 55% da donatori familiari e non, e la restante parte autologhi. "Per i pazienti trapiantati – spiega Uderzo – la percentuale di quelli guariti ? nel complesso pari al 50-60%". Il laboratorio Verri e il centro di ricerca Tettamanti, spiega Giuseppe Gaipa, biologo del laboratorio Verri, "stanno concentrando i loro sforzi su quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali". Una minoranza molto difficile da curare. Su 400 bimbi che ogni anno in Italia vengono colpiti da una leucemia acuta si tratta del 25%. A Monza le strade finora percorse sono tre: le cellule vengono ingegnerizzate per esercitare un’attivit? mirata, per esempio, nei casi di ricaduta nella malattia dopo il trapianto, e ancora per combattere il fenomeno di rigetto nei trapianti, oppure come terapia contro virus farmacoresistenti, come il citomegalovirus o l’adenovirus, molto frequenti in soggetti immunodepressi come i pazienti trapiantati.


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