Studio, cancro da nanoparticelle inceneritori e cibi

ROMA – Sono piccolissime, ‘grandi’ fino a 100 nanometri, e ovviamente invisibili all’occhio umano. Ma una volta entrate nel nostro organismo per ingestione o inalazione non ne escono piu’, ”con pesanti rischi ed effetti, che possono andare da infarti e trombosi, fino a cancro e sterilita”’. Le colpevoli sono le nanoparticelle prodotte dalle attivita’ umane e dalla bioingegneria, usate anche per trattare cibi, farmaci, vaccini, vestiti, vernici e attrezzature sportivi. A lanciare l’allarme e’ Stefano Montanari, esperto di nanotecnologie, al convegno ”Innovazione tecnologica e tutela della salute”. ”Si tratta di nanoparticelle, polveri sottilissime ? spiega – prodotte sia in natura che dall’uomo, tanto per fare un esempio, con i gas di scarico delle auto, gli inceneritori, le centrali elettriche e la bioingegneria, che possono entrare nel nostro corpo o perche’ respirate, o mangiate o per contatto. Una volta entrate, il nostro organismo non e’ capace di eliminarle”. Arrivate nei vari organi dal sangue, sono viste come dei corpi estranei e circondate con del tessuto infiammatorio, ”il granuloma, che puo’ anche trasformarsi in cancro. Entrate nel sangue possono inoltre dare trombosi e infarto nei soggetti predisposti – continua Montanari ? passare dalla madre al feto provocando aborti o malformazioni, o far diventare sterili gli uomini che ce le hanno nello sperma”. I loro effetti, conclude Montanari, ”li abbiamo riscontrati anche nei militari tornati con la sindrome dei Balcani e del Golfo per l’uranio impoverito. Si tratta di discorsi scomodi. Qualcosa comincia a muoversi, ma sono in molti quelli che hanno cercato di metterci al silenzio”.


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