Studio USA: Troppo pochi i controlli fra le ex-bambine malate di cancro

Nonostante le raccomandazioni mediche e la consapevolezza di essere esposte ad un rischio maggiore di tumore del seno, la maggior parte delle donne trattate con radioterapia al torace per una neoplasia in et? pediatrica non si sottopone ai dovuti controlli. Lo sostiene uno studio pubblicato oggi su Jama dai ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, che hanno analizzato i dati relativi a 625 donne fra i 25 e i 50 anni sottoposte da bambine alle radiazioni. Il rischio cresce con gli anni – ?Le donne curate con radioterapia toracica per una forma di cancro infantile ? spiega il coordinatore della ricerca, Kevin C. Oeffinger ? vanno incontro a un aumentato pericolo di carcinoma mammario in giovane et?. Secondo i dati disponibili, il rischio inizia a salire otto anni dopo l?esposizione ai raggi, ma la maggior parte dei tumori al seno viene diagnosticata circa 32-35 anni dopo?. Le stime indicano anche che tra il 12 e il 20 per cento delle ex bambine trattate con una dose moderata o intensa di raggi al torace si trova ad affrontare una diagnosi di neoplasia mammaria entro i 45 anni. LO STUDIO ? Secondo i risultati dello studio americano, che ha sottoposto un apposito questionario con 114 domande a 625 ex malate (sottoposte a radiazioni al torace per un tumore negli anni fra il 1970 e il 1986), sono per? solo una minoranza le giovani donne guarite che effettuano gli screening consigliati per scoprire in anticipo un eventuale carcinoma mammario. In particolare, solo il 36,5 per cento delle ragazze che oggi hanno fra i 25 e i 39 anni aveva fatto una mammografia negli ultimi due anni. Anzi, ben il 47,3 per cento non ne aveva mai fatta una. Mentre il 23 per cento circa aveva fatto il test nei 12 mesi precedenti al questionario. Vanno meglio le cose fra le ex pazienti fra i 40 e i 50 anni: il 76, 5 per cento aveva svolto uno screening negli ultimi due anni, ma soltanto il 52,6 per cento ha affermato di fare regolarmente una mammografia. L?attenzione ai check-up, quindi, sembra salire con l?avanzare degli anni, quando comunque ci si avvicina all?et? in cui ogni donna (indipendentemente dalla sua storia clinica) dovrebbe fare regolari controlli. NON SOLO LA MAMMOGRAFIA – ?L?incidenza maggiore del tumore al seno fra questo tipo di ex pazienti ? ormai un dato certo ? commenta Alessandro Urgesi, responsabile della radioterapia all?Ospedale infantile Regina Margherita di Torino -: il loro rischio ? più o meno di 20 volte superiore rispetto a quello di coetanee che non hanno subito radiazioni toraciche. Ma non esistono linee guida condivise a livello internazionale sui controlli che devono seguire?. Non ? detto, cio?, che debbano sottoporsi a una mammografia fin da giovanissime perché, spiega l?esperto, il seno giovanile si presta meno a questo test (per via dei tessuti particolarmente ?densi?) e perché questo significherebbe esporle a un?ulteriore quantit? di radiazioni. REGOLARI CONTROLLI CON UNO SPECIALISTA – ?Quello che ? fondamentale ? conclude Urgesi ? ? piuttosto un rapporto costante con uno specialista, che pu? essere il pediatra fin verso i 18 anni e poi un oncologo, informato della storia dell?ex paziente. Basta una visita di controllo annuale, in cui valutare di volta in volta il da farsi?. Un suggerimento valido per tutti i bambini che superano un tumore (oggi guarisce circa il 70 per cento dei piccoli malati), che dovrebbero seguire un follow up mirato alle caratteristiche fisiche, psicologiche e alla storia clinica di ciascuno. Vera Martinella (Fondazione Veronesi)


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