Studio Veronesi, salmonella uccide le cellule tumorali

LONDRA – Inoculando i bacilli della salmonella – in una forma innocua che non provoca la malattia – si riesce a segnalare le cellule tumorali al sistema immunitario che e’ cosi’ in grado di individuarle e ucciderle. Questa tecnica innovativa e’ stata messa a punto in uno studio italo-statunitense coordinato da Maria Rescigno, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano di Umberto Veronesi, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine. La ricerca potrebbe portare a creare una nuovo trattamento antitumorale immunoterapico o ad un vaccino terapeutico. Finora i test sono stati effettuati con successo sui topi e sulle cellule tumorali in vitro. "ora siamo pronti a procedere sull’uomo ma stiamo attendendo le autorizzazioni", ha spiegato Rescigno Il fattore marcatore chiave e’ la ‘connessina 43′, una proteina che forma piccoli canali di comunicazioni tra diversi tipi di cellule. Frammenti di proteine tumorali, chiamati peptidi, riescono a fuoriuscire attraverso questi canali. Cosi’ facendo entrano nelle cellule immunitarie e agiscono come una sorta di "bandierine rosse" per innescare una specifica risposta immunitaria contro il tumore. Normalmente le cellule tumorali riescono a proliferare diventando invisibili alle cellule immunitarie perche’ non sviluppano naturalmente sufficiente ‘connessina 43′. Iniettando la salmonella depotenziata le bandierine rosse si attivano maggiormente. L’equipe di Rescigno finora si e’ concentrata sul melanoma, la forma piu’ letale del cancro della pelle, iniettando la salmonella innocua in queste cellule. Aumentando la quantita’ di connessina 43 (l’elemento marcatore-segnalatore). In questo modo si formano nuovi canali di comunicazione e il sistema immunitario si attiva uccidendo le cellule cancerogene. Si e’ anche notato che la tecnica ha protetto le cavie da laboratorio dal proliferare di altre forme tumorali suggerendo un potenziale effetto "vaccino".


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