Il resoconto del convegno di oncologia pediatrica di Lions Club Isola d’Elba

Numerosi medici, soci lions, rappresentanti di associazioni di volontariato, ma anche tanti genitori e semplici curiosi
hanno gremito la sala congressi dell’Hotel Airone per assistere al convegno organizzato nel pomeriggio di sabato 5 maggio
dal Lions Club Isola d’Elba ed avente come soggetto “Attualità in tema di oncologia pediatrica”, argomento compreso fra
quelli che la Lions International Association ha promosso su scala mondiale per il corrente anno sociale.
Quattro relatori, specialisti di alto livello con lunghe esperienze in campo internazionale, provenienti da varie parti
d’Italia, si sono alternati per trattare sulla materia di grande interesse per gli specialisti del settore e per i
familiari che si trovano a dover convivere e lottare con patologie un tempo considerate incurabili.
Dopo il saluto dell’Amministrazione Comunale di Portoferraio, porto dall’assessore Adalberto Bertucci, e l’introduzione ai
lavori del Presidente dei lions elbani Marino Sartori, la conferenza è entrata nel vivo con la moderazione del dott. Bruno
Graziano, responsabile P.O. Portoferraio, e del lion Dott. Lucio Rizzo, già Direttore U.O.C. pediatria ospedali di Livorno,
Cecina, Portoferraio, che è riuscito ad accogliere contemporaneamente in un luogo così lontano dalle loro sedi i quattro
conferenzieri.
Il Prof. Lorenzo Genitori, Direttore U.O.C. neurochirurgia e Coordinatore regionale neurochirurgia pediatrica Ospedale
Meyer Firenze, ha per primo preso la parola per trattare sul tema “Sintomi di allarme nella patologia oncologica del
cervello in età infantile”. Ha riferito che la storia che ha portato agli ottimi risultati odierni in materia di interventi
chirurgici sull’encefalo con la risoluzione positiva dei casi passata dal 10% al 60% ed in continuo miglioramento, parte da
lontano. Prove di operazioni sul cranio risalgono ad alcuni millenni, ma che bisogna giungere al 19° secolo per l’utilizzo
di anestesia con protossido di azoto, ai primi del ‘900 per la radiografia, al 1927 per l’angiografia, al 1957 per la
neurochirurgia pediatrica, al 1970 per la TAC, al 1990 per la RM. Tutti questi traguardi e quelli che la continua ricerca
ci prospetta, hanno prodotto radicali cambiamenti nella neurochirurgia che, come ha sottolineato Genitori, grazie
all’utilizzo di sempre più sofisticate tecnologie quali il neuronavigatore, l’aspiratore a ultrasuoni, la TAC
contemporanea, la stampante 3D e la robotica, che sta muovendo i primi passi nel settore, hanno consentito il
raggiungimento dei risultati odierni, producendo profondi cambiamenti nel ruolo del chirurgo che, come ha consigliato il
Prof., deve porre attenzione alla troppa confidenza con la tecnologia per non far correre rischi ai pazienti.
La parola è passata quindi al Prof. Lorenzo D’Antiga, Direttore U.S.C. pediatria I Responsabile epatologia,
gastroenterologia, trapianti pediatrici A.O. Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che ha relazionato sul tema “Tumori del fegato
nel bambino”. La difficoltà nel diagnosticare il tumore al fegato nel bambino per fattori quali l’assenza di sintomi, se
non dovuti all’interessamento di organi vicini, la diversa anatomia, la difficoltà a farlo stare fermo rendono
indispensabile, secondo il relatore, una buona interazione fra medico e piccolo paziente. D’Antiga ha proseguito, dopo aver
premesso che oggi l’epatoblastoma si cura fino al 90% dei casi, illustrando le varie tecniche in atto all’ospedale di
Bergamo, il più qualificato in questo settore in Italia ed uno dei migliori in Europa, per il trapianto di fegato (quali la
“Tecnica split”), che si rende necessario quando il tumore invade più zone dell’organo, ma che oggi, grazie alle donazioni,
ha visto ridursi a zero nel nostro Paese, unico al mondo, la mortalità nelle liste d’attesa.
Il Prof. Zanardo, Direttore reparto neonatologia Policlinico Abano Terme PD, ha relazionato su “Allattamento al seno e
prevenzione oncologica”. Dopo aver descritto le incredibili potenzialità del latte materno sulla riduzione del rischio di
tumori, per i quali questo elemento costituisce un vero e proprio scudo, Zanardo ha evidenziato come per varie cause quali:
calo delle nascite, parti in età sempre più avanzata delle mamme, aumento dei tagli cesarei, donne sempre più impegnate in
attività lavorative siano in contrasto con quello che madre natura aveva disposto. Ne è seguito un sentito invito del Prof.
a medici e genitori ad attivarsi per la prevalenza dell’allattamento al seno. Suggestiva ed affascinante è stata la
proiezione di un filmato, fatta al termine del suo intervento, documentante il “Brest crowl”: la ricerca ed il
raggiungimento del bambino appena partorito del seno materno e l’inizio della sua prima poppata.
Ultima a prendere la parola è stata la Dott.ssa Elisa Biasco, Dirigente I livello sezione oncologica medica ospedale
Portoferraio, che ha trattato l’argomento “Oncologia all’Elba, attualità e prospettive”. Fornendo dati statistici
ufficiali, la Dott.ssa ha fatto notare come all’Elba ed in Toscana, grazie anche all’alta adesione allo screening, lo stato
di salute sia in linea con le altre regioni italiane, invitando però nel contempo a tal proposito Autorità e cittadini a
non abbassare la guardia soprattutto nella cura dell’ambiente in cui viviamo e all’adozione e mantenimento di un corretto
stile di vita. La Biasco ha quindi descritto il reparto in cui lavora e l’attiguo day hospital oncologico in cui si possono
eseguire dieci trattamenti contemporanei. L’efficienza della sezione, come ha sottolineato la relatrice, è assicurata da un
affiatato e competente team infermieristico che l’affianca nel suo impegno quotidiano e dalla fondamentale collaborazione
delle associazioni di volontariato. Un’ultima raccomandazione della dirigente, vista l’impossibilità di avere all’Elba
macchinari sofisticati, è stata quella di adoperarsi per dotare l’ospedale di un ematologo la cui presenza potrebbe evitare
ai pazienti molti viaggi in continente verso i centri specialistici.
Dopo una serie di domande poste dal pubblico in platea alle quali i relatori hanno risposto esaurientemente, il Presidente
del Lions Club Sartori ha invitato a parlare Francesca e Marco Luzzitelli, genitori di Tommaso, che con comprensibile
commozione dalla quale anche il pubblico è stato contagiato, hanno raccontato le note vicissitudini che hanno portato alla
guarigione del loro bambino e Alessia Cannone operata di tumore al cervello che, accompagnata dal fidanzato, ha
testimoniato la sua vittoria su una così grave patologia.
Al termine il Presidente Sartori ha fatto omaggio a relatori e moderatori, a ricordo dell’evento, del guidoncino del Club
commemorativo del cinquantennale e di una copia del Notiziario sociale.
tenews.it 6.5.18

Latte materno, gli esperti: “Lo riceve solo il 40% dei neonati”

Oggi solo il 40% dei neonati viene allattato esclusivamente al seno, e ciò avviene soprattutto perché le donne non hanno il necessario sostegno all’allattamento nelle prime, decisive ore dopo la nascita. Eppure le ultime ricerche scientifiche mostrano come questo prezioso alimento abbia un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario e nervoso del bambino, oltre che nella prevenzione di alcune forme tumorali.

Non solo. Dal latte materno gli scienziati hanno ricavato il complesso proteico-lipidico Hamlet, che si candida a diventare il farmaco anticancro del futuro, privo di effetti collaterali.

Cinquecento esperti a Firenze

Di questo e molto altro si parla a Firenze, in occasione del XII Simposio internazionale sull’allattamento al seno e sulla lattazione di Medela, azienda svizzera che da sempre promuove la ricerca sul latte materno. Un appuntamento che vedrà riuniti 500 tra medici, professionisti della sanità e ricercatori da tutto il mondo (oltre 40 i Paesi rappresentati) per ascoltare in anteprima le ultime ricerche e scoperte sul latte materno dei massimi esperti internazionali del settore.

Tra gli italiani presenti Riccardo Davanzo, presidente del tavolo tecnico sull’allattamento del ministero della Salute, Guido Moro, presidente dell’Associazione italiana banche del latte umano donato e Luigi Corvaglia, Responsabile del Reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

Ha componenti bioattivi complessi

Da tempo gli studiosi insistono sulla necessità di promuovere l’allattamento al seno tra le neomamme, in quanto il latte umano non apporta solo nutrimento ma anche componenti bioattivi complessi che favoriscono la crescita e lo sviluppo del neonato. Le ultime ricerche sulle sue proprietà si sono però concentrate sull’aspetto delle prevenzione nei confronti di alcune forme di tumore, in particolare di leucemie e linfomi.

Queste due malattie rappresentano il 40% delle forme tumorali che colpiscono i bambini al di sotto dei 15 anni, e l’allattamento al seno può ridurre del 64% il rischio di svilupparle. Il latte materno è inoltre associato anche a una significativa riduzione del rischio di tumore alla mammella per le madri che allattano al seno.

Da nutrimento a “medicina”

A queste evidenze si aggiunge la scoperta delle proprietà antitumorali del latte umano fornite dall’Hamlet (Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumor cells), un complesso molecolare straordinario. Identificato dal gruppo di ricerca della Lund University sotto il coordinamento della professoressa Catharina Svanborg, questo gruppo è la combinazione di due ingredienti comuni del latte materno: la proteina alfa-lattoalbumina e l’acido oleico, capace di uccidere oltre quaranta tipi di cellule tumorali in vitro.

Studi clinici sull’uomo hanno mostrato che Hamlet ha potenti effetti terapeutici sui papillomi cutanei (tumori causati da virus) e sul cancro alla vescica, senza che si siano registrati effetti collaterali.

consumatrici.it  7.4.17