Tumori: arriva il social network per pazienti, medici e ricercatori

Stoccolma- Dopo il successo di Facebook, anche l’oncologia punta sui social network. Al 36.mo Congresso della Società europea di oncologia medica, in corso a Stoccolma, è stato presentato il primo social network disegnato su misura per il ‘pianeta cancro’. Battezzato ecancerHub, il nuovo spazio web è una piattaforma ad accesso gratuito che offre servizi e informazioni aggiornate ed esclusive a ricercatori, medici e malati.In pratica, spiega Gordon McVie, managing editor di ecancerHub, “è uno spazio che garantisce servizi importanti e innovativi, ma anche informazioni da fonti certificate. I pazienti possono trovare l’ospedale specializzato più vicino a casa, o il centro di ricerca specifico per la propria malattia sul territorio. Un motore di ricerca ad hoc filtra le notizie garantendone la fonte. Inoltre i ricercatori possono mettere in comune dati e studi, immagini, video e documenti. Il tutto sapendo di poter contare sul rispetto della privacy”. Un database genetico e una raccolta di trial clinici saranno a disposizione dei ‘camici bianchi’ iscritti. Dal suo debutto, nel luglio scorso, già centinaia di medici, ricercatori e oncologi si sono registrati e hanno contribuito alla ‘biblioteca’ di ecancerHub. “La piattaforma continuerà a crescere, per essere davvero una piazza virtuale di incontro e aggiornamento per medici e pazienti che in qualche modo sono a contatto con il pianeta cancro”, dice McVie. Un progetto accolto con favore da Francesco De Lorenzo, presidente della Favo (Federazione della associazioni di volontariato oncologico): “E’ importante poter contare su una fonte di informazione autorevole, perché le persone cercano sempre più spesso notizie online, e contare su una fonte autorevole è importante”. E se al Congresso di Stoccolma si dà largo spazio alle nuove tecnologie e alla condivisione – ma si vieta di ‘tweettare’ per non rompere sul social network Twitter l’embargo, e ‘rivelare’ troppo presto i contenuti degli studi – lo stesso McVie sottolinea come “è un fatto che i medici pensano di essere eccellenti comunicatori, ma i pazienti a volte non sono d’accordo”.”La buona notizia è che ora i social media sono qui per aiutare entrambi. Non ci sono più scuse: dunque mano ai nuovi strumenti. Perdiamo un po’ di tempo, parliamo un po’ di più e, cosa più importante di tutte, ascoltiamo”.

Fonte: Adnkronos Salute – Data 26.9.11