Adolescenti e giovani adulti guariscono meno rispetto ai bambini

La conferma arriva dallo studio EUROCARE-5 condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Servono programmi di cura e sperimentazioni dedicati, oltre a un miglioramento della diagnosi precoce
di Vera Martinella
Oggi un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi sopravvive al cancro rispetto al passato e, in media, otto su dieci riescono a guarire. Un recente studio europeo, condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology, dimostra però che gli adolescenti e i giovani adulti hanno una minore possibilità di sopravvivere rispetto ai bambini e, in alcuni casi, anche rispetto agli adulti. Secondo le stime più recenti oltre 300mila persone in Europa hanno superato l’esperienza di una neoplasia nelle prime decadi di vita e sebbene il cancro in età infantile o adolescenziale resti un evento molto raro (sono meno di 2mila i nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia sotto i 18 anni), si tratta spesso di neoplasie difficili da curare per cui serve una grande esperienza dei medici.
Differenze sopratutto in otto tipi di tumore
Analizzando i dati dello studio EUROCARE-5, i ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori, hanno preso in considerazione, per il periodo compreso tra il 2000 e il 2007, oltre 56mila diagnosi di cancro in bambini (fino ai 14 anni), oltre 312mila in adolescenti e giovani adulti (tra i 15 e i 39 anni e più di 3milioni e mezzo di casi fra gli adulti. Gli esiti mostrano che la sopravvivenza è significativamente peggiore per adolescenti e giovani adulti rispetto ai bambini per otto tipi di cancro: leucemie linfoidi acute (55,6 per cento dei teenager verso 85,8 dei bimbi), leucemie mieloidi acute (49,8 contro 60,5), linfoma di Hodgkin (92,9 verso 95,1), linfoma non Hodgkin (77,4 verso 83), astrocitomi cerebrali (46,4 contro 61,9), il sarcoma di Ewing (49,3 verso 66,6), rabdomiosarcoma (un tipo di cancro che interessa i tessuti molli dell’organismo come i muscoli, 37,8 contro 66,6) e, infine, osteosarcoma, il tipo più comune di tumore osseo (61,5 contro 66,8). Rispetto agli adulti, invece, ci sono solo due tipi di cancro per i quali adolescenti e giovani adulti sono «in svantaggio» in termini di sopravvivenza: cancro del seno (83,5 delle giovani donne contro 87 di quelle più mature) e della prostata (79,9 contro 89,8).
Un problema non nuovo, ma sono attesi miglioramenti
«La buona notizia è che il numero di bambini, adolescenti e giovani adulti che sopravvivono per almeno 5 anni dopo la diagnosi è aumentato costantemente nel corso del tempo in Europa – spiega Annalisa Trama, medico ricercatore della struttura di Epidemiologia Valutativa dell’Istituto Nazionale dei Tumori che ha guidato lo studio -. In tutti i tumori il livello di miglioramento è simile in questi gruppi di età, ma resta un problema già emerso in precedenza: gli adolescenti e i giovani adulti continuano ad avere meno probabilità di guarire rispetto ai bambini».Negli ultimi anni sono nate, in diversi paesi europei, svariate iniziative per migliorare prognosi e trattamento per questa fascia specifica di pazienti e gli autori specificano che si spera di vedere un miglioramento quando ci analizzeranno i dati relativi ai giovani pazienti degli anni più recenti. In Europa l’ENTYAC (European Network for Teenagers and Young Adults with Cancer) promuove per gli adolescenti ed i giovani con una diagnosi di tumore la collaborazione tra oncologi pediatri e oncologi medici dell’adulto, l’accesso alle sperimentazioni cliniche e alla ricerca, per migliorare i trattamenti per questa fascia di età specifica, così come lo sviluppo di linee guida specifiche per adolescenti e per giovani-adulti.
I motivi della disparità: ritardi nella diagnosi e cure «meno mirate»
Le differenze nella sopravvivenza tra i gruppi di età sono dovute a una serie di fattori, tra i quali: ritardi nella diagnosi e nell’inizio delle cure, la mancanza di linee guida specifiche sulle terapie e la carenza di studi clinici specifici per adolescenti e giovani adulti, oltre a diversità nella biologia dei tumori.
L’esperienza dell’Istituto dei Tumori milanese
Per questo, all’Istituto Nazionale dei Tumori, sono nati per gli adolescenti malati progetti specifici con il duplice obiettivo clinico e di supporto e nel reparto di Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori, da alcuni anni è attivo un programma specifico, il Progetto Giovani, rivolto agli adolescenti e ai giovani malati di tumore.«Promuovere la normalità dei ragazzi è il presupposto fondamentale che sta alla base del progetto – dice Andrea Ferrari, coordinatore del Progetto -, ma la sua peculiarità è il duplice aspetto clinico e di supporto: il Progetto Giovani ci permette di avere protocolli dedicati per tutti i tumori che possono insorgere in questa fascia di età, l’accesso dei pazienti ai protocolli di cura, l’assistenza psico-sociale, le misure di conservazione della fertilità, ma anche progetti dedicati che possano aiutare i pazienti ad affrontare in modo diverso il percorso di cura e li facciano sentire adolescenti come tutti gli altri. Partendo da questo modello, si stanno sviluppando percorsi cooperativi più ampi in tutta Italia, ed è nato il progetto Siamo (www.progettosiamo.it), che punta alla collaborazione multidisciplinare per offrire ai ragazzi le migliore terapie disponibili nel singolo caso».
corriere.it 29.8.16