Il caso. «Palle di Natale»: la sfida a Fedez dei ragazzi malati di tumore

Il brano del rapper ha lo stesso titolo di quello pubblicato un anno fa dai ragazzi della pediatria dell’Istituto tumori di Milano. Che rilanciano: «Fedez, vieni a cantare con noi in ospedale»
Giovedì Fedez ha lanciato Le palle di Natale, una canzone inedita per l’associazione Noi per gli Animali Onlus, che si
occupa dell’assistenza, del monitoraggio e della tutela degli animali sul territorio. Peccato che un anno fa i giovani
degenti della Fondazione Irccs – Istituto nazionale tumori di MIlano ne avevano scritto e pubblicato una dal titolo
pressoché identico Palle di Natale (Smile! It’s Christmas day). I proventi del brano, in vendita tuttora su iTunes, sono
destinati all’Associazione Bianca Garavaglia, che supporta i progetti artistici del Progetto Giovani, sorto nella Pediatria Oncologica diretta da Maura Massimino (come ad esempio anche il recente fumetto “LOOP: indietro non si torna!”, realizzato
dai ragazzi con i fumettisti di Mammaiuto e edito da Rizzoli). La canzone era un modo nuovo per permettere ai ragazzi
malati di raccontarsi «e per permettere ai noi medici di parlare del Progetto Giovani – dice il dottor Andrea Ferrari, che
coordina il progetto – che ha lo scopo di migliorare la qualità della cura degli adolescenti con tumore, che non sono più
bambini e non ancora adulti e che necessitano per questo di luoghi di cura e di percorsi clinici dedicati».Un’idea vincente. Un anno fa ne avevano parlato tutti i giornali. Il video su YouTube, girato nel reparto da 29 ragazzi tra i 15 e i 25 anni, è diventato virale: a oggi conta quasi 11 milioni di visualizzazioni. Quest’anno in molte scuole la
canzone è stata scelta per essere eseguita durante la tradizionale recita scolastica natalizia. «Nata come l’inno al Natale dei giovani pazienti oncologici – spiega Stefano Signoroni, genetista e musicista, co-autore con i ragazzi del brano –
questa canzone emoziona perchè parla dei valori dell’amicizia e della solidarietà, come armi per superare i momenti
difficili».In effetti anche i contenuti dei due brani sono diversi. Il pezzo di Fedez lascia poco spazio alla poesia delle feste («Ma
che Natale è / Se tu non sei con me? / Ma non ci si può ubriacare con il frigo bar / Questo Jägermeister non mi basterà»).
Ironia e commozione nel testo dei ragazzi, invece, non mancano: «Passami il tubo della flebo per fare gli addobbi, / le
lucine non servono bastano i tuoi occhi / che illuminati di speranze illuminano le stanze / e nei globuli bianchi vedono la neve a fiocchi. / Dunque il ragazzo scarta il nastro di cerotti e bende / Altrimenti poi il Natale chi ce lo difende!». I ragazzi non se la sono presa. Anzi. E in una lettera ad “Avvenire” hanno rilanciato la sfida: «Le nostre Palle di Natale
– spiega nella lettera Matteo Davide, uno dei ragazzi protagonisti della canzone – sono innanzitutto le nostre teste pelate per colpa della chemioterapia, poi certamente le palle dell’albero di Natale e le palle di neve, ma il titolo si riferisce
anche a “che palle stare in ospedale a Natale e alle “palle” (intese come bugie) che la gente spesso ci racconta». «Non
sappiamo perché Fedez abbia scelto un titolo uguale al nostro – dice Riccardo, un altro dei pazienti del Progetto Giovani – ma noi lo interpretiamo come una sfida. Fedez è un idolo per noi ragazzi e quindi accettiamo questa sfida e rilanciamo:
vieni a trovarci in ospedale, per cantare con noi; o meglio, organizziamo un incontro in campo neutro, in una radio o in
una televisione. Vediamo quali sono le Palle di Natale migliori» Ora aspettano la risposta di Fedez.
avvenire.it 23.12.17