Gli allenatori europei promuovono la prevenzione tra i giovani

Accordo tra Insieme contro il cancro e l’associazione dei coach di calcio

Una campagna europea per insegnare agli allenatori come promuovere la prevenzione tra i giovani

La Fondazione Insieme contro il cancro e l’Associazione europea degli allenatori di calcio (AEFCA, Alliance of European Football Coaches Association) promuoveranno nei prossimi due anni, in tutto il Vecchio Continente, il progetto Allenatore Alleato di Salute per insegnare ai coach come educare i più giovani ai corretti stili di vita. L’accordo tra le due organizzazioni è stato siglato mercoledì 6 febbraio al Parlamento di Bruxelles. 
L’iniziativa è già avviata da oltre tre anni nel nostro Paese, dove sono stati impostati corsi specifici in collaborazione con l’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac) e la Federazione italiana giuoco calcio (FigcC). Nelle prossime settimane partiranno attività formative simili in Croazia e Portogallo e presto anche in altri Paesi. In particolare, il progetto prenderà il via a livello europeo con la distribuzione di quattro opuscoli in lingua inglese, con protagonista Massimiliano Allegri.
In totale sono oltre 1,6 milioni i nuovi casi di cancro l’anno che in Europa possono essere evitati seguendo poche e semplici regole come eliminare il fumo, limitare il consumo di alcol o seguire una dieta sana come quella mediterranea.
«Quattro casi di tumore su dieci sono prevenibili adottando stili di vita sani» sostiene Francesco Cognetti, presidente di Insieme contro il Cancro. «I giovanissimi europei – aggiunge – hanno davvero bisogno di essere educati alla salute. Il 29% fuma regolarmente mentre il 5% è obeso. Preoccupa poi la sedentarietà, un sottovalutato fattore di rischio che determina un quinto di tutti i tumori. Il 25% degli under 19 del Continente non fanno mai attività fisica».
Secondo una ricerca, condotta su oltre 25mila adolescenti italiani, il coach è l’adulto più interpellato dai giovani per quanto riguarda la salute e riscuote più fiducia dei genitori o degli insegnati.
Le varie iniziative di Allenatore Alleato di Salute sono state sostenute con una serie di video sui corretti stili di vita, una forte attività sui principali social media e un sito internet: www.allenatoredisalute.eu. «Adesso – precisa l’oncologo – tutti gli allenatori di calcio dei 40 Paesi che aderiscono all’AEFCA potranno usufruire degli stessi strumenti di supporto. Abbiamo inoltre intenzione di allargare il progetto ad altri sport, come per esempio il basket».
«Vogliamo trasformarci nei custodi della salute dei giovani» conviene Walter Gagg, presidente dell’AEFCA. «Lo sport svolge un ruolo educativo fondamentale – aggiunge – e, come dimostrano numerose indagini, i bambini e gli adolescenti sono sempre più alla ricerca di punti di riferimento tra gli adulti.
Noi allenatori dobbiamo a nostra volta imparare a rapportarci con gli atleti anche su un tema estremamente delicato come la salute. Ringraziamo quindi i colleghi italiani perché sono stati i primi in Europa ad avviare un’iniziativa così importante».
per saperne di più : healthdesk.it

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Al Parlamento Ue campagna anti-tumori, Allegri ambasciatore Progetto ‘Allenatore, alleato di salute’

Approda a Bruxelles la campagna partita dall’Italia due anni fa per promuovere stili di vita sani tra i giovani e prevenire malattie gravi come i tumori. Si chiama ‘Allenatore, alleato di salute’ ed è il progetto promosso dalla Fondazione ‘Insieme contro il cancro’, presieduta dal prof. Francesco Cognetti, di cui è ambasciatore l’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri. Il 29% degli adolescenti europei fuma regolarmente, uno su quattro è sedentario, mentre solo il 14% consuma regolarmente le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate dagli esperti. Soprattutto a loro si rivolge la campagna che, prima al mondo, “intende sensibilizzare e valorizzare il ruolo di una figura molto ascoltata dagli adolescenti: l’allenatore sportivo”, ha sottolineato il presidente del Pe, Antonio Tajani, in occasione della conferenza stampa odierna nell’Europarlamento. Si tratta di far comprendere ai giovanissimi, ha poi aggiunto, “la necessità di crescere in salute, lontano dal fumo, dalla sedentarietà e dall’eccessivo consumo di alcool, favorendo i corretti stili di vita a tutte le età”. L’evento di presentazione nel Parlamento Ue – durante il quale il prof. Cognetti ha evidenziato l’obiettivo di “favorire in tutta Europa una nuova cultura della prevenzione oncologica” – è stata l’occasione per conferire ufficialmente il ruolo di ‘ambasciatore’ ad Allegri. “Come allenatori abbiamo una grossa responsabilità. Tutti, a partire da quelli che iniziano con i bambini, devono dare un’educazione di vita, oltre che calcistica”, ha commentato il tecnico juventino. “L’allenatore non serve solo a dire gli schemi, ma a creare campioni di vita – ha continuato Allegri – perché, su un milione di bambini che giocano, solo uno diventerà campione, gli altri avranno un percorso diverso, che deve essere sano. Non dobbiamo certo sostituirci ai medici, ma insegnare ed educare”. Accettando l’invito che gli ha rivolto il presidente Tajani, per la Grecia sarà l’ex capitano della Nazionale campione d’Europa, Theodoros Zagorakis, a farsi portavoce della campagna.
Vaccini: Allegri, sono a favore,hanno risolto molti problemi
– “Sono a favore del vaccino perché credo abbia risolto tantissimi problemi ed è giusto che si vada avanti su questa strada”. Così l’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, al Parlamento europeo per presentare la campagna ‘Allenatore alleato di salute’, di cui è ambasciatore. “La comunità scientifica continua a credere che storie antiscientifiche siano dannose potenzialmente per molti bambini italiani e siano davvero assurde, non si possono definire diversamente”, ha dichiarato il professor Francesco Cognetti, promotore dell’iniziativa lanciata due anni fa e ora sbarcata al Parlamento europeo. “Noi siamo molto preoccupati di come stanno andando le cose e riteniamo che anche la giustificazione data da molti esponenti politici, ‘io vaccino miei figli’, non sia abbastanza – ha aggiunto l’oncologo – non si tratta di un problema personale, ma di sanità pubblica, e come tale va affrontato”. “Condivido al 100%”, ha precisato il presidente del Pe, Antonio Tajani, “è giusto far vaccinare i propri figli”.
ANSA.IT 11.7.18

Immunoterapia, cure riguarderanno tutta l’oncologia

Immunoterapia, cure riguarderanno tutta l’oncologia

(dell’inviata Manuela Correra)

COPENAGHEN – Un ”cambiamento epocale, che presto riguarderà tutta l’oncologia”. L’immunoterapia, che utilizza il sistema immunitario come ‘arma’ decisiva per contrastare i tumori, continua a rivelarsi efficace nel trattamento di un numero sempre maggiore di neoplasie: oltre a cancro al polmone, fegato, melanoma, nuovi risultati si sono registrati anche contro i tumori della testa e del collo, del rene, della vescica, mielomi e alcuni linfomi. Ma la novità è che molte sperimentazioni si stanno avviando nel mondo per testare l’immunoterapia pure nel trattamento dei tumori rari quali i sarcomi o i tumori pediatrici.

Una ‘svolta’ confermata dalla mole di studi e dati presentati al Congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), che proprio a tale approccio ha dedicato intere sessioni.

”L’immunoterapia ha portato un cambiamento epocale nel modo stesso di considerare la malattia: non solo si registrano miglioramenti decisivi ma si tratta di miglioramenti a lungo termine e dunque che si mantengono per lunghi periodi, e questo apre una prospettiva nuova per tantissimi pazienti”, sottolinea il direttore dell’Unità Oncologia medica del’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti. Un approccio di cura innovativo, rileva il responsabile Oncologia medica dell’Ospedale di Perugia Lucio Crinò, le cui ”applicazioni per il prossimo futuro riguarderanno tutta l’oncologia”.

L’immunoterapia ha già cambiato la vita di centinaia di pazienti con tumore al polmone, una delle neoplasie per le quali si registrano maggiori risultati, tanto che si è arrivati ad una riduzione del 47% del rischio di mortalità grazie ad un’ultima molecola i cui risultati sono stati presentati all’Esmo. Ma nuovi dati si registrano anche per un tumore particolarmente grave come quello del testa-collo recidivo o metastatico: lo studio CheckMate-141 ha dimostrato come in questi pazienti la molecola immunoterpica nivolumab abbia stabilizzato i sintomi ed il tempo medio per il deterioramento dello stato di salute è quasi triplicato, con 9,1 mesi contro 3,3 mesi con altre terapie. Meno tossica della chemioterapia, l’immunoterapia è oggi ancora più efficace grazie alle combinazioni tra molecole.

Il ‘mix’ di due immunoterapici (nivolumab e ipilimumab) ha portato ad esempio a risultati importanti contro il cancro al rene: il 70% dei pazienti con tumore al rene metastatico trattati con la combinazione è infatti vivo a due anni, come dimostrano i risultati aggiornati dello studio CheckMate-016.

Naturalmente, ulteriori studi sono necessari e non tutti pazienti sono ‘adatti’ a ricevere tali terapie, ma l’Esmo 2016 conferma che l’immunoterapia – in combinazione con le altri ‘armi’ esistenti come la chemioterapia – rappresenta la ‘svolta’ nel trattamento dei tumori, aprendo però al contempo il problema degli alti costi dei nuovi farmaci. Costi che tuttavia, rileva Cognetti, ”sul lungo periodo vengono in vari casi ‘ammortizzati’ dai risparmi per i Servizi sanitari in termini di minori cure e complicanze”. A front di ciò, è l’appello degli oncologi, è fondamentale che le nuove terapie siano rese disponibili anche ai pazienti italiani in tempi bevi, garantendo adeguate risorse per il settore e velocizzando i tempi di registrazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco.

ansa.it 10.10.16