La straordinaria rotta di Nave Italia

di Claudio Romano

Lo scorso 25 giugno, presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Roma, è stato presentato il calendario 2014 delle attività della Fondazione Tender To Nave Italia Onlus per il progetto Nave Italia, che utilizza la navigazione a vela per migliorare la qualità della vita di persone rese fragili da disagio o disabilità.

La campagna 2014 porterà Nave Italia a circumnavigare l’intera penisola.

Partita da La Spezia lo scorso 15 aprile, approderà nei principali porti italiani per imbarcare 25 equipaggi “speciali” ed arrivare sino a Trieste dove parteciperà alla Barcolana.

I protagonisti del 2014 sono bambini e adolescenti con malattie croniche, che affrontano ogni giorno grandi ostacoli alla propria autonomia: autismo, epilessia, leucemia, trapianto di midollo.

Riconquisteranno l’infanzia e la fiducia in se stessi. Navigheranno su una rotta fatta di crescita, inte-grazione e condivisione.

Impareranno a superare i propri limiti, dare il meglio di sé, condividere regole, riconoscere la forza del gruppo.

Marinai a tutti gli effetti, parte attiva dell’equipaggio di Nave Italia, un brigantino di 61 metri capace di rotte davvero speciali.

L’esperienza vissuta a bordo di Nave Italia è lo strumento ideale perché ciascuno dia il meglio di sé e viva l’avventura come apprendimento.

Con questo spirito, martedì 8 luglio sono saliti a bordo diciassette “ex pazienti” dell’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli che, accompagnati da quattro medici tra cui il Primario del Dipartimento “Qualità della Vita” dr. Francesco De Falco, l’oncologo dr. Filippo Russo e due psiconcologi del citato nosocomio, sbarcheranno nel porto di Catania dopo una mini-crociera di circa cinque giorni.

Lo scopo dell’iniziativa è chiaro: far sì che anche chi ha vissuto momenti particolari e difficili, come una patologia oncologica, impari a superare i propri limiti, a dare il meglio di sé, a condividere regole, a riconoscere la forza del “gruppo” che, in ambito marinaro, ha un nome specifico: “equipaggio”.

Ricordiamo che l’idea di utilizzare Nave Italia per questi scopi, nasce nel 2007 per volontà dello Yacht Club Italiano e della Marina Militare – uniti per costituire la Fondazione Tender To Nave Italia Onlus – e ha permesso di imbarcare ad oggi 3.136 passeggeri “speciali”, realizzare 153 progetti e accogliere migliaia di visitatori.

La Fondazione promuove progetti di recupero, sostegno e miglioramento della qualità della vita di persone rese fragili da disagio o disabilità, attraverso una metodologia educativa e riabilitativa originale, specifica e innovativa, costruita su basi scientifiche.

Nave Italia è simbolo di una convivenza possibile, una scuola di vita che promuove sviluppo e inte-grazione, senza escludere nessuno.

https://marinamilitare.box.com/s/as1jgsnv7v0h7nz3x7zn

LA SCHEDA TECNICA DI NAVE ITALIA

Nave Italia è un brigantino armato a goletta di 61 metri, costruito nei cantieri navali Wiswa di Danzica nel 1993 per una compagnia olandese con il nome di “Swan fan Makkum”, e dal 19 marzo 2007 di proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, una Onlus costituita dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano.

Da tale data è una Nave iscritta nei ruoli del naviglio militare italiano e gestita in compartecipazione tra i due soci della fondazione.

La Fondazione ha lo scopo di promuovere il mare e la navigazione come strumenti di educazione, formazione, abilitazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia a favore di associazioni non profit, Onlus, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che promuovano azioni inclusive verso i propri assistiti e le loro famiglie.

Per realizzare la propria missione la Fondazione mette a disposizione, dal 2007, Nave Italia dove emarginati, giovani e adulti resi fragili da disabilità o disagi fisici, psichici o sociali possano acquisire nuove consapevolezze sul proprio valore di persone, attraverso risposte attive e energie inattese.

LA STORIA

Nave Italia, varata nei cantieri navali Wiswa di Danzica nel 1993 per una compagnia olandese con il nome di “Swan fan Makkum”, è stata usata come charter verso le Antille fino al 2006. Nel 2007 è stata acquistata dalla Fondazione Tender to Nave Italia, Onlus costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano, e viene gestita dalla Marina Militare per quanto riguarda l’equipaggio, composto da personale in servizio attivo, mentre le spese di esercizio sono gestite direttamente dalla Fondazione attraverso donazioni. La Fondazione è retta da un C.d.A. nominato, per la sua maggioranza, dai Fondatori, che ha anche il compito di approvazione dei progetti terapeutici, educativi e formativi proposti da un comitato Scientifico che poi li gestisce nello spirito dei principi ispiratori della Fondazione. Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo, lunga 61 metri e capace di alloggiare più di 24 ospiti oltre l’equipaggio.

Larga 9,20 m con una velatura di 1300 mq. Potenza di 480 Hp e un albero maestro di 44,60 m. Nave Italia è un luogo dove si realizzano progetti di ricerca, educazione, formazione e terapia, oltre che la formazione di chi opera a contatto con il disagio.

Un’università corsara, mobile, finanziariamente autonoma, che si affianca alle strutture esistenti per essere punto di incontro e scambio di esperienze diverse ed internazionali: un ambasciatore dell’Italia educante, formativa e solidale nei mari del mondo.

È la prima nave scuola ad affrontare con professionalità la formazione di chi opera a contatto con il disagio, un’università del mare che si affianca alle strutture a terra quale nodo di scambio di esperienze anche internazionali.

La nave è iscritta nel quadro del naviglio militare e l’equipaggio è formato da personale della Marina Militare.

Il Comandante di Nave Italia è il Capitano di Vascello Andrea Barbalonga.

Caratteristiche tecniche dell’Unità:

Anno di costruzione: 1993 nei cantieri navali “Wiswa” di Danzica;

Lunghezza: 61 metri;

Larghezza: 9,20 metri;

Altezza Albero Maestro: 44,60 metri;

Superficie velica: 1.300 metri quadri;

Pescaggio: 3.80 metri;

Equipaggio: 20 persone.

Ospedale Bambino Gesù, i piccoli pazienti diventano marinai

ROMA – Per il quarto anno, il progetto Nave Italia coinvolgerà i bambini in cura al nosocomio in tre spedizioni in mare

di SOFIA DI GIUSEPPE

Tre avventure in mare aperto. I pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù saliranno a bordo di Nave Italia, il brigantino più grande del mondo. L’iniziativa, giunta al quarto anno, è realizzata in collaborazione con la fondazione Tender to Nave Italia Onlus (Fondazione costituita dallo Yacht Club Italiano e dalla Marina Militare) e prevede il coinvolgimento dei ragazzi di oncoematologia, neuropsichiatria infantile e del dipartimento di neuroscienze e neuroriabilitazione del nosocomio.

La prima spedizione, intitolata “A gonfie vele contro il cancro”, è iniziata il 17 giugno e si è conclusa il 21. L’equipaggio era composto da 13 ragazzi, dai 9 ai 17 anni, affetti da tumori solidi e malattie ematologiche, o guariti dopo un trapianto di midollo osseo. La nave è salpata da Civitavecchia, diretta in Toscana. Un viaggio verso il mare aperto, l’opportunità di imparare a realizzare i nodi da marinai, poi arrampicarsi sulle griselle, nuotare, issare le vele o andare alla ricerca del tesoro. Accanto ai giovani pazienti: lo staff del reparto di oncoematologia, composto da due medici, altrettanti infermieri, una psicologa e una rianimatrice dell’ospedale.

I ragazzi del Bambino Gesù sono stati i protagonisti di questa avventura realizzata in collaborazione con diverse associazioni: “Davide Ciavattini”, “I ragazzi della luce”, ABE (Associazione Bambino Leucemico), “Raffaele Passarelli” e “Daniele Mariano”, impegnate a vario titolo a favore della cura e dell’assistenza ai bambini malati e alle loro famiglie.

La seconda spedizione, dal titolo “L’autismo sale a bordo di Nave Italia”, ha un equipaggio composto da 12 ragazzi adolescenti con disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento cognitivo. A bordo del veliero di Nave Italia, i giovani marinai affronteranno quindi il mare dal 24 al 28 giugno. Un viaggio lungo le coste del Mediterraneo, da Civitavecchia fino a Gaeta.

A guidare il brigantino per la terza avventura dal titolo “Epilessia fuori dall’ombra”, 12 ragazzi affetti da epilessia. Dal 1 a 5 luglio, in collaborazione con Lice (Lega italiana contro l’epilessia), un viaggio da Livorno a La Spezia; la nave salperà da Gaeta e giungerà fino a Napoli, passando per Capri, Ischia e Sorrento. A comporre l’equipaggio,

anche due giovani ragazzi maltesi così da allargare l’orizzonte fino al bacino Mediterraneo.

Nave italia e l’ospedale Bambino Gesù offrono ai pazienti l’opportunità di incrementare la propria autostima e di provare esperienze stimolanti, emozionanti e formative.

Il Gaslini salpa con Nave Italia

Un gruppo di ragazzi trattati per patologia del sistema nervoso centrale in cura presso il Gaslini si imbarca a bordo del brigantino

GENOVA – Il reparto di Endocrinologia pediatrica in collaborazione con il reparto di Neuro-Oncologia, Neurochirurgia pediatriche e di Biostatistica dell’istituto Gaslini, riparte nel 2012 con Nave Italia dal porto di Genova per proseguire un progetto iniziato nel 2012, mirato ad accrescere l’autostima dei ragazzi con una storia di patologia tumorale cerebrale ed esiti endocrini.

Dodici ragazzi tra i 14 e i 17 anni s’imbarcheranno per quattro giorni a bordo di Nave Italia diventando membri dell’equipaggio del brigantino di 61 metri che, per iniziativa dello Yath Club Italiano e della Marina Militare (uniti nella fondazione Tender To Nave Italia Onlus) è stato destinato al recupero delle persone più fragili affette da disagio fisico e psichico.

Il progetto prevede che attraverso il gioco, la teatro terapia e le attività di bordo i ragazzi acquisiscano maggiore autostima diventando maggiormente consapevoli delle loro potenzialità fisiche e sociali. Inoltre l’obiettivo è quello di responsabilizzare i ragazzi a gestire in prima persona i loro trattamenti endocrinologici. A bordo, oltre all’equipaggio della Marina Militare, saranno presenti un medico, un’infermiera e un animatore esperto in attività teatrali che coinvolgeranno i ragazzini in performances che sfoceranno nella ripresa di un vero film.

L’iniziativa, alla sua seconda edizione, è coordinata dalla Professoressa Natascia Di Iorgi, ricercatore universitario presso il Centro di Endicrinologia della Clinica Pediatrica, nell’ambito delle attività che il Centro ha intrapreso per il follow-up dei bambini guariti da tumori contratto in età pediatrica, in armonia con la politica assistenziale intrapresa dall’istituto Gaslini ai pazienti e alle loro famiglie.

(di Alberto Maria Vedova)