Migranti. Già in ospedale a Catania il piccolo profugo con la leucemia

Dalla Libia verso l’Europa su un gommone per permettere a uno di loro, 14 anni, di curarsi dalla leucemia. L’avventura di tre fratelli salvati da una Ong spagnola. Oltre 200 persone soccorse in mare
È stato trasferito al Policlinico di Catania il quattordicenne libico giunto lunedì 12 marzo ad Augusta con i due fratelli. Insieme hanno compiuto una fuga disperata, iniziata con un gommone nel Mediterraneo, per trovare una cura in Europa. Poi il soccorso in mare da parte della Ong spagnola Proactiva open Arms e il trasbordo sulla “Aquarius” di Sos Mediterranee e Msf che ha preso a bordo complessivamente 280 persone.
I primi accertamenti al “Muscatello” di Augusta hanno indicato una sospetta leucemia linfoblastica acuta, un tumore ematologico che prende origine dai linfociti. Così è stato deciso il trasferimento nella struttura pediatrica del capoluogo etneo. “Una storia d’amore e di eroismo”, ha commentato l’equipaggio della Ong spagnola.
A riferire la storia della fuga disperata dalla Libia era stata sabato scorso, 10 marzo, la ong spagnola Proactiva Open Arms che aveva intercettato all’alba la piccola imbarcazione al largo del Paese africano. “Notte felice nel Mediterraneo – aveva detto Oscar Camps -, tre fratelli con un sacco di amore e 200 litri di benzina si sono messi in mare per avere la possibilità di dare al fratello che ha la leucemia, la speranza di raggiungere un ospedale europeo. Veri eroi”.
E la stessa Ong aveva twittato: “Salvataggio nel mezzo della notte di tre persone alla deriva in alto mare, Allah di 14 anni malato di leucemia e i suoi 2 fratelli. Come deve essere la Libia e come si deve vivere lì se l’unica speranza di un bambino malato è la fuga in mare? E l’Europa continua a nutrire quell’inferno… Reagiamo!”.
Sabato era stata una giornata di grandi flussi di migranti sul mar Mediterraneo: la Guardia costiera libica aveva “potuto salvare 125 migranti illegali tra cui 14 donne e 4 bambini” che erano su un gommone “in panne” 16 miglia a nord di Zauia (o Zawiya, una quarantina di km a ovest di Tripoli). I migranti erano stati portati alla base navale di Tripoli, poi sono stati consegnati al “Centro di accoglienza di Tagiura”.
Altre 110 persone, tra cui 18 donne, erano state salvate al largo della Libia dalla nave “Aquarius” della Ong Sos Mediterranee. Erano a bordo di un gommone e sono stati caricati sulla nave dei soccorsi.
Avvenire.it 12.3.18

Accordo Bambino Gesu’-INMP, consulenza pediatrica per i migranti

ROMA – E’ stato siglato oggi dal Direttore Generale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Poverta’ (INMP), Concetta Mirisola, e dal Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’, Giuseppe Profiti, un accordo di collaborazione per salvaguardare e migliorare la salute dei cittadini non italiani e delle famiglie italiane in procinto di partire verso mete lontane.

Scopo dell’accordo – della durata di un anno – e’ infatti migliorare l’accoglienza e la salute dei piccoli migranti e delle loro famiglie e di tutti i cittadini italiani e non italiani che si spostano da un’area all’altra della Terra. Un fronte comune di eccellenza e di impegno internazionale per rispondere all’alta mobilita’ delle popolazioni e al al ritorno di malattie un tempo ritenute debellate nei Paesi avanzati, le cosiddette ”malattie della poverta”’ (tubercolosi, malaria, colera, ecc.).

Nel dettaglio, l’alleanza tra le due strutture di eccellenza prevede l’avvio di un servizio di consulenza pediatrica grazie all’attivita’ del call center per l’accoglienza del bambino non italiano presso lo sportello accoglienza internazionale del Bambino Gesu’ (06-6859.2688, inizialmente il martedi’ e il giovedi’, dalle 12 alle 14); l’apertura – una volta a settimana – di un ambulatorio pediatrico con personale del Bambino Gesu’ presso la sede dell’INMP; la presa in carico da parte del Bambino Gesu’ dei minori appositamente segnalati dall’INMP che necessitano di ricovero o di cure altamente specialistiche.

L’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Poverta’, dal canto suo, garantira’ la presa in carico delle famiglie segnalate dal Bambino Gesu’ i cui figli sono in cura presso la struttura pediatrica e l’organizzazione congiunta di appositi percorsi formativi nell’ambito della medicina transculturale.

Speciale attenzione sara’ inoltre rivolta anche ai piccoli italiani e allo loro famiglie in procinto di effettuare un viaggio che riceveranno tutta l’assistenza necessaria per quanto riguarda le profilassi da effettuare prima di partire.

La collaborazione prevede anche la possibilita’ di avviare specifiche cooperazioni internazionali, dando cosi’ continuita’ e sviluppo alle attivita’ di intervento che le due realta’ sanitarie conducono gia’ in numerosi Paesi esteri per migliorare le conoscenze e le competenze sanitarie in aree della Terra particolarmente critiche.