Cancro pediatrico, #GoGold per reclamare il diritto alle cure

di Antonietta Nembri
Monumenti illuminati d’oro e un selfie solidale e virale con il nastro d’oro per la nuova edizione delle manifestazioni a favore dell’oncoematologia pediatrica. Obiettivo delle Fiagop che cura l’iniziativa in Italia richiamare l’attenzione delle Istituzioni e di Big Pharma sull’urgenza di sperimentare nuovi farmaci mirati per bambini e adolescenti
“Accendere” l’attenzione delle Istituzioni e di Big Pharma sul diritto alle cure per tutti i bambini e gli adolescenti malati di cancro è questo l’obiettivo del mese scelto da centinaia di associazioni di genitori nel mondo – organizzati nella rete CCI (Childhood Cancer International) – per una mobilitazione che a settembre illuminerà di luce dorata edifici e monumenti. Nel corso delle iniziative viene anche distribuito il “Nastro d’Oro”, simbolo dell’oncoematologia pediatrica. In Italia è Fiagop, la federazione italiana rappresentativa delle associazioni di genitori dei bambini e degli adolescenti oncoematologici, a chiamare alla mobilitazione dando vita alla campagna ‘”Accendi d’Oro, accendi la speranza” con iniziative pubbliche promosse per tutta la settimana fino a domenica 23 settembre.
L’obiettivo è quello di accelerare la sperimentazione di nuovi farmaci pediatrici, con ridotti effetti collaterali, e ridurre il limite di età per l’accesso agli studi clinici. Molti i monumenti e i luoghi d’interesse illuminati di luce dorata per “accendere” l’attenzione, a Torino, Livorno, Varese, Sant’Agata Militello, Roma, Pisa, Battipaglia, Genova. L’elenco di tutti i siti illuminati e delle iniziative in programma è consultabile in home page sul sito della Fiagop.
Per fare arrivare in modo tangibile a tutti i bambini e gli adolescenti in lotta contro la malattia un messaggio di vicinanza, riconoscerne apertamente la forza, il coraggio e la resilienza, Fiagop distribuisce il “Nastro d’Oro”, sotto forma di un piccolo tatuaggio non permanente, con l’invito ad applicarlo su se stessi per poi scattare un selfie da postare online con hasthag #accendilasperanza – #GoGold, insieme a un messaggio di vicinanza diretto a tutti i bambini e ragazzi che lottano contro la malattia.
Il momento istituzionale della campagna in Italia è in programma venerdì 21 settembre a Roma in piazza Barberini dalle ore 21 alle ore 22: Fiagop invita le Istituzioni, la cittadinanza, la stampa, il mondo dell’associazionismo a raggiungere la Fontana del Tritone, illuminata di luce dorata (a cura della federata romana Peter Pan onlus), per ritirare e applicare il proprio tatuaggio temporaneo “Nastro d’Oro” e partecipare ad una grande foto collettiva che sarà postata online con hasthag #accendilasperanza #GoGold e il messaggio: «Noi ci siamo e lottiamo con te».
«Come Fiagop torniamo a chiedere in questa occasione che, ogni volta in cui un’azienda farmaceutica sviluppa un farmaco per una patologia oncologica nell’adulto debba essere rigorosamente anche investigato il potenziale del nuovo farmaco nel contrastare una malattia nei bambini e adolescenti», spiega Angelo Ricci, presidente Fiagop onlus. «In teoria le Paediatric Medicines Regulation vigenti già prevedono questo ma in maniera non sufficientemente vincolante. Il problema dunque, non è medico, ma economico: le industrie farmaceutiche non hanno interesse ad investire in campo pediatrico. .
Tra le patologie che colpiscono i bambini e adolescenti il cancro pediatrico è la prima causa di morte tra le malattie non trasmissibili. Si stima che un totale di circa 6000 bambini e adolescenti sotto i 24 anni muoiano ogni anno di cancro in Europa. Nonostante gli straordinari passi in avanti fatti dalla ricerca clinica, che hanno permesso risultati di guarigione complessiva intorno all’80%, non esistono ancora oggi cure disponibili per guarire un bambino ammalato su 5. Inoltre, non pochi guariti saranno soggetti a effetti collaterali a lungo termine causati dal trattamento subito. Oggi almeno il 50% dei farmaci usati per combattere la malattia, che si manifesta in oltre 60 tipi e sottotipi diversi, non è autorizzato per l’uso pediatrico, ed è usato off label, adattando ai bambini medicine per adulti, in base al peso e all’altezza. Ma i bambini e gli adolescenti malati di cancro non sono adulti in miniatura! In Europa negli ultimi 10 anni a fronte della sperimentazione di 50 nuovi farmaci anticancro per adulti soltanto 2 sono stati quelli studiati per l’età pediatrica.
vita.it 19.9.18

Ema, negli ultimi 10 anni approvati più di 200 nuovi farmaci pediatrici

Roma, 30 agosto – Aumentano i farmaci pediatrici disponibili in Europa. Tra il 2007 e 2017 sono stati autorizzati più di 200 medicinali per i bambini, pari al 25% di tutti i nuovi farmaci che hanno ricevuto il via libera per il commercio all’interno dell’Unione europea. Ne riferisce sul suo sito la stessa Agenzia europea dei farmaci (Ema), subito rilanciata dall’Ansa.
Avere medicine specifiche per la fascia pediatrica è importante, rileva l’Ema, perchè i bambini reagiscono in modo diverso rispetto agli adulti, ed è quindi necessario che siano appositamente studiati, e ne sia dimostrata la sicurezza ed efficacia per i minori.
Da quando nel 2007 è stato introdotta nell’Ue la Regolamentazione pediatrica, ai produttori è stato richiesto di considerare i bisogni terapeutici pediatrici all’interno della ricerca e sviluppo dei farmaci. A ciò è stata accompagnata anche la creazione di un Comitato pediatrico nell’Ema, il cui compito è quello di rivedere i piani di ricerca pediatrici (pip).
Uno sforzo, sottolinea l’agenzia regolatoria comunitaria, che ha aumentato la consapevolezza sul bisogno di studiare i farmaci nei bambini, e che ha fatto sì che la ricerca pediatrica sia ora una “pratica standard” nello sviluppo dei farmaci. In alcune aree terapeutiche, sono arrivate nuove indicazioni per alcuni farmaci, come quelli per le malattie infettive o reumatologiche, portando a cambiamenti positivi nel modo in cui i bambini vengono trattati. In altre aree invece, come quella oncologica e neonatologica, la Regolamentazione pediatrica si è mostrata meno efficace. Ecco perchè l’Ema si sta attivando per migliorare la situazione in queste aree.
Tra i nuovi farmaci approvati in questi anni, 14 sono stati per le malattie infettive, 8 per quelle reumatologiche, 6 per le patologie cardiovascolari, mentre solo 2 per oncologia e 1 per neonatologia.
RIFday – agosto 30, 2018

Farmaci ad uso pediatrico. Parlamento Ue chiede modifiche a regolamento. “Ancora troppi ostacoli all’innovazione”

Votata una risoluzione che impegna la Commissione europea a esaminare la possibilità di apportare modifiche, anche attraverso una revisione legislativa della normativa. “Valutare come i diversi tipi di finanziamenti e premi possano essere meglio utilizzati per guidare e accelerare lo sviluppo di farmaci pediatrici negli ambiti in cui ve ne è maggiore bisogno, in particolare farmaci per la neonatologia e i tumori infantili”.

Il Parlamento europeo invita la Commissione Ue ad esaminare la possibilità di apportare modifiche al regolamento sui medicinali per uso pediatrico. Approvata infatti una risoluzione in cui i deputati chiedono alla Commissione di “presentare in tempo debito la relazione di cui all’articolo 50 del regolamento sui medicinali pediatrici” anche perché si c’è “la necessità che la relazione individui in modo completo e analizzi nel dettaglio gli ostacoli che attualmente si frappongono all’innovazione nel settore dei medicinali per uso pediatrico”.

Il Parlamento per questo esorta la Commissione a “esaminare la possibilità di apportare modifiche, anche attraverso una revisione legislativa del regolamento sui medicinali pediatrici, che tengano nella dovuta considerazione: a) piani di sviluppo pediatrico basati sul meccanismo d’azione e non solo sul tipo di malattia, b) modelli di definizione delle priorità farmacologiche e in materia di malattie, che tengano conto delle esigenze pediatriche insoddisfatte e della fattibilità, c) piani d’indagine pediatrica più tempestivi e più realizzabili, d) incentivi che stimolino maggiormente la ricerca e rispondano più efficacemente alle esigenze pediatriche, garantendo nel contempo una valutazione dei costi di ricerca e sviluppo e la piena trasparenza dei risultati clinici, ed e) strategie per evitare l’uso off-label quando esistono medicinali pediatrici autorizzati”.

Nella risoluzione il Parlamento ravvisa anche “la necessità di stabilire priorità per quanto riguarda le esigenze pediatriche e i farmaci provenienti da diverse società, sulla base di dati scientifici, al fine di abbinare le migliori terapie disponibili alle esigenze terapeutiche dei bambini, in particolare quelli affetti da cancro, il che permetterebbe di ottimizzare le risorse utilizzate per la ricerca”. E poi chiede le sperimentazioni dei “medicinali pediatrici non vengano interrotte prematuramente a causa di risultati insoddisfacenti sulla popolazione bersaglio adulta”,

Infine si sottolinea “l’urgente necessità di valutare come i diversi tipi di finanziamenti e premi – compresi i numerosi strumenti basati su meccanismi di scorporo – possano essere meglio utilizzati per guidare e accelerare lo sviluppo di farmaci pediatrici negli ambiti in cui ve ne è maggiore bisogno, in particolare farmaci per la neonatologia e i tumori infantili, soprattutto i tumori che colpiscono solo in età pediatrica”.

quotidianosanita.it 20 dicembre 2016