Tumori pediatrici, come tutelare la salute di chi è guarito

La sopravvivenza per i tumori pediatrici tocca l’85 per cento. Ma gli ex-pazienti restano più esposti ad alcuni rischi che meritano qualche attenzione in più
La malattia messa alle spalle è quel che più conta. Ma adolescenti e adulti che nei primi anni della loro vita hanno superato un tumore devono fare una particolare attenzione allo stile di vita, per ridurre un certo svantaggio rispetto a chi non ha avuto lo stesso problema.
SINDROME METABOLICA E SALUTE CARDIOVASCOLARE
LA RADIOTERAPIA E L’AUMENTO DI PESO CORPOREO – Gli ex pazienti delle oncologie pediatriche, infatti, risultano esposti a un rischio più alto della media di sviluppare la sindrome metabolica, condizione clinica ritenuta un fattore di rischio per le malattie oncologiche e cardiovascolari. Il messaggio giunge da una ricerca pubblicata sul Journal of Adolescent and Young Adult Oncology. Per quanto sia ancora in corso il confronto sugli specialisti sui criteri da applicare per diagnosticare la sindrome metabolica in età pediatrica, gli autori dell’ultimo studio (Università di Sidney) hanno notato che una precedente neoplasia aumenta nel corso della maggior età il rischio di sviluppare squilibri del metabolismo.
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LO STUDIO – I pazienti sopravvissuti presi in esame erano 276 e in età pediatrica avevano ricevuto diagnosi diverse: leucemie, linfomi, sarcomi, tumori di Wilms, tumori cerebrali, neuroblastomi, retinoblastomi ed epatoblastomi. Quasi uno su cinque, osservato nel tempo valutando l’indice di massa corporea, la pressione sanguigna e le transaminasi nel sangue, aveva sviluppato l’ipertensione. Inoltre i piccoli pazienti colpiti da un tumore cerebrale trattato con la radioterapia sono risultati più esposti all’aumento del peso corporeo, fino al sovrappeso e all’obesità. Colpa, secondo gli autori dello studio, «del danno provocato da irradiazioni superiori a 20 gray ai centri dell’ipotalamo che regolano la fame, la sazietà e il dispendio energetico». Era già noto, invece, un rischio più alto per queste persone di ammalarsi nel tempo di diabete di tipo 2. La sommatoria di queste condizioni (ipertensione, diabete, sovrappeso, ipertrigliceridemia) porta a un’aumentata probabilità di sviluppare la sindrome metabolica.
COS’E’ IL PROGETTO “GOLD FOR KIDS” DELLA FONDAZIONE VERONESI?
LA SALUTE PSICOLOGICA SPESSO MIGLIORA NEI SOPRAVVISSUTI – Non è questa la prima volta che la comunità scientifica pone l’accento sullo stato di salute dei sopravvissuti a un tumore pediatrico a diversi anni di distanza dalla malattia. Sulla base di queste evidenze, le persone che hanno messo alle spalle un tumore avuto in età pediatrica – negli ultimi anni la sopravvivenza ha raggiunto l’85 per cento per alcune neoplasie – devono prestare maggiore attenzione alla propria salute. Come spiega Franca Fagioli, direttore della struttura complessa di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita di Torino e presidente dell’Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop), «nel tempo cala la probabilità che si ripresenti la malattia oncologica, mentre cresce la possibilità che si manifestino degli effetti tardivi legati alla somministrazione dei trattamenti, quali la chemio e radioterapia, che interferiscono sulla cinetica cellulare in un periodo importante della vita quale quello dell’accrescimento». Da qui l’esigenza di modificare alcuni comportamenti, «evitando il fumo e cercando di mantenere costante il peso corporeo – sostiene Anna Clerico, direttore dell’unità operativa complessa di oncologia pediatrica al policlinico Umberto I di Roma -. Con cadenza regolare devono essere controllate le funzionalità cardiaca e renale, così come la struttura della colonna vertebrale. La radioterapia effettuata in età infantile può essere la causa di una scoliosi sviluppata nel corso degli anni». Meno a rischio è la salute psicologica dell’individuo. «Chi sopravvive sviluppa un grande senso di attaccamento alla vita e di fiducia nella scienza – chiosa Clerico -. Spesso queste persone hanno meno paura di ammalarsi rispetto a quelle sane».
Fabio Di Todaro

fondazioneveronesi.it 19.2.16

Colori e comfort per nuova Oncologia pediatrica Umberto I Roma

ROMA – Il reparto rinnovato è dotato di un’area giochi rallegrata da disegni di Sally Galotti, illustratrice della Disney, e di un’area accoglienza per i nuovi casi – circa 60 l’anno – in cui medici, infermieri e psicologi possono incontrare i bambini e i loro familiari. “Finalmente oggi abbiamo una struttura di cui andare fieri”, sottolinea Luigi Frati, rettore della Sapienza di Roma. Nel reparto si contano circa 550 ricoveri l’anno, per il 30% di bimbi provenienti da fuori regione e per il 10% da Paesi esteri come Magreb, palestina, Romania, Polonia, Ucrania. Il day hospital, inoltre, registra una frequenza di 1.200 accessi l’anno per terapia e follow up.

Nel reparto si effettuano terapia all’avanguardia per tutti i tipi di tumori solidi infantili e per quelli in stadio avanzato, “dove – spiegano i sanitari – si applica la metodica delle alte dosi farmacologiche seguite dal trapianto di cellule staminali, che prevede il ricovero del bambino in camera sterile”. “Il rapporto con questo ospedale non nasce oggi e non finisce oggi – ha affermato Saverio Tridico, consigliere di Amministrazione di Vodafone Italia – L’attività della nostra Fondazione non e’ episodica: guardando al futuro, proseguiremo nel progetto di umanizzazione di questo reparto, contribuendo alla realizzazione di una struttura in grado di offrire una migliore qualità di vita e di cure ai piccoli pazienti ed alle loro famiglie”.

“Il progetto inaugurato oggi – prosegue Tridico – rappresenta un esempio di come, attraverso la partnership pubblico-privato, si possano fornire delle risposte concrete in supporto alle situazioni crescenti di disagio sociale”.”Questa iniziativa – gli fa eco Renato Guardini, presidente della Fondazione Roma Sapienza – è l’esempio di come sfera pubblica e privata possano collaborare per contribuire al conseguimento di risultati importanti per il nostro Paese”.