Una possibilità per Samra che lotta contro la leucemia

BOLOGNA – Ageop di Bologna e Croce Verde Meldola-Predappio unite per salvare i bimbi leucemici della Bosnia Erzegovina. Per Samra, 11enne proveniente da Mostar, venerdì 27 aprile non sarà un giorno qualunque: la bimba è, infatti, attesa all’ospedale Sant’Orsola di Bologna per il trapianto di midollo osseo. L’equipe del reparto di Oncologia ed Ematologia Pediatrica “Lalla Seràgnoli” coordinata dal dottor Andrea Pession, eseguirà l’intervento per tentare di salvare la piccola, affetta da una grave forma di leucemia. Samra è giunta in Italia nell’ambito del protocollo “Progetto Amra – Andare oltre i confini”, firmato il 28 ottobre 2011 fra A.G.E.O.P.-Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica di Bologna e la Croce Verde Meldola-Predappio. “La collaborazione fra le due associazioni – dichiara il presidente dell’onlus bidentina Ferdinando Avenali, impegnata dal 1995 in Bosnia con interventi altamente qualificati nell’ambito scuola e della sanità – sta dando i suoi frutti: Samra approda a Bologna già pronta per il trapianto, dopo aver trovato un donatore compatibile grazie alla Banca Mondiale del Midollo Osseo”. La piccola rimarrà al Sant’Orsola fino alla fine del protocollo, della durata di 110 giorni fra ricovero, dimissioni dall’ospedale e controlli ripetuti fino all’auspicata guarigione e il ritorno a Mostar. Il “Progetto Amra” prende il nome dalla sfortunata bimba, connazionale di Samra, trasportata d’urgenza a Bologna nel gennaio 2011 dalla Croce Verde Meldola-Predappio, nell’estremo tentativo di salvarle la vita con un trapianto. Il suo fisico, già fortemente debilitato dalla malattia, non sopportò il primo “step” di innesto del midollo. Anche se Amra non c’è l’ha fatta, il progetto avviato dall’onlus bidentina, nelle cui fila militano volti noti del panorama politico-imprenditoriale locale, come il presidente del Consorzio Nazionale Servizi-Cns nonché vice presidente di Formula Servizi Graziano Rinaldini e l’ex sindaco di Meldola Loris Venturi, è andato avanti, fino agli accordi con Ageop e il Sant’Orsola. “Amra – ricorda Avenali – è stata sfortunata. Quando ci parlarono di lei stava già molto male, ma decidemmo ugualmente di provare, d’accordo coi genitori. La Bosnia non è collegata alla ‘Banca mondiale del midollo osseo’ e l’unica strada percorribile era portarla in Italia”. E mentre Samra è pronta all’intervento che potrebbe salvarle la vita, alla porta umanitaria di Croce Verde e Ageop bussa già un altro minore bosniaco, residente a Sarajevo, bisognoso di cure. Sempre in base al protocollo, la “task force” umanitaria costituita da Ageop e Croce Verde, sta lavorando anche per sensibilizzare il governo bosniaco a migliorare i reparti di oncoematologia degli ospedali pediatrici di Sarajevo e Tuzla, per migliorare gli standard di cura e quindi accrescere le possibilità di vita dei bambini bosniaci malati di cancro. Nel ricordo di “Amra” sta prendendo corpo la speranza di numerose famiglie e dei rispettivi bambini tenacemente aggrappati alla vita, grazie al livello superiore della nostra medicina“( Piero Ghetti)