Il progetto Martina rompe il tabù sui tumori giovanili. Gli studenti: «Vogliamo essere informati»

Da circa sei anni il Progetto è sostenuto in Puglia dal Lions Club International per diffondere la cultura della prevenzione tumori e dell’informazione tra i giovani

Martina non aveva neanche 25 anni quando ha scoperto di avere un nodulo al seno, ma lo ha trascurato per “ignoranza” e mancanza di informazione, convinta che i giovani non potessero ammalarsi di tumore.

Eppure i tumori giovanili esistono, anche se rari. Martina è morta giovanissima, ma ha lasciato un testamento in cui chiedeva espressamente che i giovani fossero “accuratamente informati ed educati ad avere maggior cura della propria salute e maggiore attenzione al proprio corpo”.

Il suo messaggio è stato accolto dal “Progetto Martina” del Lions Club International, progetto che da circa dieci anni, da sei in Puglia, diffonde la cultura della prevenzione tumori e dell’informazione proprio tra i giovani, attraverso incontri tra medici volontari e studenti di scuole superiori.

Sabato sera al Teatro comunale di Corato si è svolta la manifestazione conclusiva del “Progetto Martina”, durante la quale si sono analizzati risultati, obiettivi e progetti futuri di questa iniziativa, alla presenza di Gian Maria De Marini, governatore del distretto pugliese 108AB del Lions Club International, Riccardo Zinfolino, Presidente del Lions Club Castel del Monte Host, Michele Mastrodonato, medico e coordinatore distrettuale del progetto, Cosimo di Maggio, docente di radiologia all’Università di Padova e ideatore del “Progetto Martina”, e Giorgio Assennato, Direttore generale di Arpa Puglia.

Dopo i ringraziamenti iniziali da parte del Presidente Zinfolino, rivolti a tutti i medici che hanno collaborato al progetto nel distretto pugliese, e a tutti i giovani studenti che hanno partecipato a questo percorso, Mastrodonato ha illustrato i risultati per l’anno scolastico 2013-2014, analizzando i dati emersi dai questionari sottoposti a tutti gli studenti dopo gli incontri informativi.

Sono 9.679 i ragazzi intervistati, studenti dei 105 istituti scolastici in cui si è svolto il progetto in 43 località pugliesi, tra cui anche Corato; 98 i medici relatori (più della metà medici del Lions Club), «tutti volontari – ha precisato Mastrodonato – che hanno incontrato e informato i ragazzi offrendo grande disponibilità e impegno a titolo gratuito». I questionari somministrati avevano lo scopo di conoscere le abitudini dei ragazzi e il loro approccio culturale al problema “tumori”.

«Dai dati emersi, possiamo dedurre che circa il 95% dei giovani intervistati è consapevole che un adeguato stile di vita possa ridurre il rischio tumori, inoltre che pochi ragazzi, circa il 14%, hanno ancora molta paura a parlare dell’argomento, mentre la restante parte ne ha poca (40%) o per nulla (45%)».

Un dato negativo è invece quello relativo alla scarsa conoscenza del Papilloma virus: «Il 57% dei ragazzi ammette ancora di non conoscere il Papilloma virus, principale responsabile del tumore al collo dell’utero». Altri dati positivi emersi dai questionari sono: la facilità di comprensione del linguaggio medico e l’indice di gradimento degli incontri. «Il 91% dei ragazzi consiglierebbe questi incontri ad altri studenti e invita a continuare il nostro progetto. Questa per noi è una grande soddisfazione».

Il successo del “Progetto Martina” in Puglia lo si può misurare anche guardando il trend positivo di questi sei anni, che hanno registrato un progressivo aumento del numero dei medici relatori e degli istituti e degli studenti coinvolti; ma anche verificando gli effetti che gli incontri hanno avuto sui ragazzi.

«Ci siamo domandati – ha continuato Mastrodonato – se dopo gli incontri i giovani avessero cambiato abitudini e stili di vita. Lo abbiamo quindi chiesto ai ragazzi intervistati negli anni scorsi e le risposte ricevute sono molto soddisfacenti: il 61% dichiara di aver migliorato l’alimentazione, il 78% di fare più attività fisica e il 34% di aver smesso di fumare».

Insomma il “Progetto Martina” del Lions Club sembra portare risultati importanti, con grande soddisfazione di tutti i promotori, che sono intenzionati a continuare e a migliorare sempre di più, anche grazie ai tantissimi commenti e consigli che i ragazzi inseriscono nei questionari. «I ragazzi ci chiedono di migliorare ancora le qualità delle informazioni, di avere relatori giovani, di utilizzare diapositive più “dinamiche”, di coinvolgere di più i genitori, perché è anche all’interno della famiglia che deve avvenire il cambiamento».

Anche Di Maggio, ideatore del “Progetto Martina” in Veneto agli inizi del 2000 e oggi coordinatore nazionale, ha sottolineato l’importanza dei suggerimenti dei ragazzi: «Il nostro progetto è cresciuto proprio sulla base dei commenti dei giovani coinvolti e i consensi e i risultati ottenuti stanno dando senso al nostro lavoro, che nasce nella scuola ma continua nella vita dei ragazzi».

Un lavoro che non solo è stato riconosciuto come service a rilevanza nazionale per la sua utilità in tutta la penisola, ma che allarga sempre di più i suoi confini, travalicando anche quelli nazionali: «Da poco la nostra iniziativa è giunta anche in Cina e presto arriverà in Brasile. Il nostro obiettivo è di diffondere nel mondo la cultura della prevenzione contro i tumori tramite questo progetto che noi del Lions Club International, con la collaborazione anche di medici non “Lions”, portiamo avanti con la serietà, la competenza e l’organizzazione che ci contraddistinguono».

Gli accordi di collaborazione, siglati proprio in questi giorni tra il Lions Club International Distretto 108AB e associazioni scientifiche quali l’Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) e il Siu (Società Italiana di Urologia) danno maggiore forza al “Progetto Martina”, garantendo la collaborazione di ulteriori medici specialisti e il supporto di importanti strumenti scientifici. A suggellare questi accordi, sono intervenuti sul palco del teatro, il dottor Alessandro Mastoririlli per l’Aogoi e il dottor Filippo Portoghese della Società Apulo Lucana di Urologia, entrambi manifestando pieno appoggio a questa iniziativa firmata Lions Club.

Prima della conclusione della manifestazione e della consegna di attestati di riconoscimento ai medici relatori che hanno incontrato i tanti ragazzi pugliesi, il professor Giorgio Assennato dell’Arpa Puglia è intervenuto per parlare dei legami esistenti tra ambiente e rischio tumori, argomento che gli stessi studenti intervistati hanno chiesto di approfondire nei loro commenti.

Partendo dalla situazione di Taranto, dove «studi epidemiologici condotti dal 1999 al 2010 hanno rilevato come la percentuale di morti per tumore sia maggiore a ridosso del quartiere Tamburi, dove si trova l’Ilva», tuttavia Assennato ha messo in evidenza la complessità del problema: «Una valutazione oggettiva del rapporto ambiente-salute è molto difficile, perché manca l’evidenza tecnico-scientifica e nelle valutazioni di impatto ambientale è quasi assente la valutazione di impatto sanitario».

La testimonianza di uno studente coratino, molto soddisfatto dell’esperienza e della semplicità del linguaggio medico utilizzato durante gli incontri, e la consegna degli attestati a tutti i medici, hanno concluso la serata. La cerimonia finale ha segnato solo la tappa di un percorso, cioè la conclusione del “Progetto Martina” anno 2013-2014, ma la continuazione di un lungo cammino che proseguirà per rompere il silenzio tra i giovani sui tumori, e a portare quanto più possibile il messaggio della giovane Martina tra i ragazzi di tutto il mondo.

 

Taranto maglia nera per i tumori infantili: +30% rispetto alla media regionale

TARANTO – Si chiude con un altro dato – l’ennesimo e se possibile il più sconcertante – la “XVIII Riunione scientifica annuale Airtum” tenutasi a Taranto, all’interno dell’ex caserma Rossarol: il triennio 2006-2008 mette in evidenza nella città di Taranto un eccesso di tumori infantili del 30% rispetto al valore medio regionale.

Il numero dei casi inclusi in questo lasso temporale e per tutta la regione è 198. Con queste cifre, le indagini sono soggette a variazioni repentine ma l’eccesso a Taranto è statisticamente significativo perché l’intervallo di confidenza è saliente. In statistica, quando si stima un parametro, la semplice individuazione di un singolo valore è spesso non sufficiente. È opportuno allora accompagnare la stima di un parametro con un intervallo di valori plausibili per quel parametro, che viene definito appunto intervallo di confidenza.

«Quando si parla di tumori infantili bisogna avere molta cautela, in tutta la Puglia abbiamo riscontrato 198 casi in tre anni e questo può essere un primo esercizio di stima dell’incidenza registrata nella regione – afferma Lucia Bisceglia, coordinamento operativo Ares – questa è un’attività che incomincia a dare dei risultati e dei confronti geografici che meritano attenzione. A Lecce il tasso è più basso, a Brindisi e Bat rispetto alla media regionale è più alto ma non sono statisticamente significativi perché i numeri sono così bassi da non escludere che siano effetto del caso».

In Puglia la registrazione dei tumori è in corso da oltre tre anni. Tutto il personale ha fatto corsi di formazione Airtum. Lecce (2003-2006) e Taranto (2006-2008) sono registri accreditati. BAT e Brindisi hanno completato la revisione della casistica 2006-2008, la città di Bari la casistica 2006. L’obiettivo di questo lavoro è calcolare i primi dati di incidenza dei tumori maligni in età 0-14 della Puglia, anni 2003-2008.

Il focus sull’incidenza dei tumori maligni infantili in Puglia è stato presentato dalla dottoressa Cannone e ha evidenziato come per Taranto, invece, quei dati siano significativi. «L’attività deve essere proseguita con rigore ma ci vuole del tempo – prosegue Bisceglia una delle critiche per il registro tumori è il tempo impiegato dagli operatori e i dati obsoleti. Ma per comprendere la scrupolosità di certe statistiche, basti pensare che in questo caso sono stati presi in considerazione le singole cartelle cliniche, i referti istologici, tutti gli interventi subiti dai bambini». (di Alessio PIGNATELLI)