Combattiamo la Leucemia con lo sport

a cura di Gian Luca Pasini
L’Associazione Italiana contro le Leucemie, i linfomi e il mieloma (AIL) presenta il convegno “Combattiamo la leucemia…anche con lo sport”, primo incontro organizzato da AIL dedicato al rapporto tra attività sportiva e tumori del sangue. Gli effetti positivi dello sport nei pazienti onco-ematologici. Facilitare il superamento delle barriere culturali e di ordine pratico per agevolare l’accesso all’attività sportiva di adulti e bambini affetti da tumori del sangue, e migliorare la loro qualità di vita. L’esercizio fisico è un potente farmaco con azione antitumorale. Grandi studi epidemiologici hanno già evidenziato che l’attività fisica, praticata in modo continuo, è un fattore preventivo di alcuni tumori del sangue.
Alcuni studi hanno stabilito che la partecipazione a programmi che prevedono esercizio fisico è la strategia che ha il maggiore impatto nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da un tumore ematologico, sia in età adulta-anziana che in età pediatrica.
Uno studio realizzato su migliaia di pazienti ha dimostrato che praticare sport prolunga la sopravvivenza riducendo la progressione e la recidiva della malattia.
Nonostante le evidenze scientifiche però solo una piccola percentuale dei pazienti che hanno avuto un tumore del sangue, dopo la diagnosi della malattia, fa sport con quella continuità e intensità necessarie a ottenere i molteplici benefici che esso determina.
Sussistono ancora importanti barriere culturali e di ordine pratico che non rendono accessibile l’esercizio fisico ai pazienti, che invece dovrebbe ormai essere considerato a tutti gli effetti una importante medicina – Exercise Medicine – per il malato oncologico e onco-ematologico.
I numerosi studi clinici e di ricerca di base che sono stati fatti soprattutto in Nord America e Nord Europa evidenziano come l’Exercise Oncology sia ormai diventata una
nuova sub-disciplina delle scienze oncologiche.
gazzettadellosport.it
02 novembre 2018

Kids Kicking Cancer: al Gemelli il karate a supporto bimbi malati

Le arti marziali come terapia di supporto per i pazienti dell’Oncologia pediatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS grazie alla collaborazione con l’associazione internazionale “Kids Kicking Cancer” (KKC) . Per festeggiare la nuova edizione del corso di karate per i piccoli degenti malati di tumore, martedì 5 giugno il Presidente mondiale e fondatore di KKC, Rabbi Elimelech Goldberg (Clinical Assistant Professor Dipartimento di Pediatria, Wayne State University School of Medicine di Detroit) nel corso del suo tour italiano negli ospedali pediatrici dove opera KKC, farà visita ai bambini ricoverati, alle loro famiglie e al personale medico e sanitario del reparto oncologico del Gemelli. Il professor Goldberg ha perso una figlia di 2 anni a causa della leucemia: proprio in seguito a questo immenso dolore e nella ricerca di azioni concrete per aiutare chi sta soffrendo ha intuito il potenziale enorme che i principi più alti e profondi delle arti marziali possono avere sui bambini ricoverati e sulle loro famiglie. Per questo nel 1999 ha fondato l’associazione “Kids Kicking Cancer”, che ha diffuso le arti marziali in Michigan, California, Florida e New York. Fuori dagli Stati Uniti “Kids Kicking Cancer” è attiva a Windsor & London, Ontario, in Israele e in Italia, primo Paese in Europa, nelle città di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bari, Palermo, Rimini, Parma, Pavia, Bergamo e Brescia. “Molti studi clinici – afferma Antonio Ruggiero, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Pediatrica della Fondazione Gemelli – hanno evidenziato l’importanza di intervenire con attività motorie sui bambini affetti da cancro o da malattie croniche. Dopo la diagnosi oncologica l’esercizio fisico e il recupero di un rapporto ‘positivo’ con il proprio corpo possono avere molti effetti benefici. Gli esercizi di movimento insegnati durante questi laboratori da Istruttori specializzati favoriscono la riattivazione muscolare e articolare, la stimolazione dell’equilibrio, della coordinazione e della bilateralità. Naturalmente ai bambini viene insegnato anche a trarre beneficio dalle basi più profonde della tradizione delle arti marziali, ovvero dalla respirazione e dal rilassamento, imparando a gestire meglio il dolore, a trovare maggiore coraggio, determinazione e serenità interiore per affrontare la malattia e le terapie a cui devono sottoporsi. I bambini acquisiscono in pratica un potente strumento di autocontrollo e di consapevolezza della propria forza interiore che, attraverso il respiro, il rilassamento e la visualizzazione di situazioni e luoghi piacevoli contribuisce a migliorare la loro qualità di vita durante l’ospedalizzazione”.
askanews.it 1.6.18

I ragazzi Aseop guariti da tumore campioni in campo

La squadra modenese ha vinto la Winners Cup, torneo organizzato dall’Inter FC e dal CSI Milano
L’Aseop ha conquistato la seconda edizione della Winners Cup. E’ una impresa straordinaria, quella compiuta dalla squadra di ragazzi modenesi guariti da tumore, scesi sabato scorso sui campi del Suning Youth Development Center, quartier generale nerazzurro, con i colori di ASEOP, Associazione Sostegno Ematologia Oncologia Pediatrica. Una grande soddisfazione per i giovani calciatori modenesi, che hanno rappresentato la nostra provincia per il secondo anno consecutivo nella manifestazione organizzata da Inter FC e CSI Milano, con la collaborazione di Pirelli ed intitolata alla memoria di Giacinto Facchetti. Protagonisti del torneo, che ha avuto luogo sabato ad Appiano Gentile, sono stati ben 250 i ragazzi, dai 14 ai 25 anni, provenienti da diversi reparti di Oncoematologia Pediatrica delle città di Aviano/Udine/Trieste, Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Pisa/Firenze, Roma, Torino e Parigi. I ragazzi di Aseop sono riusciti nella difficile impresa di migliorare il secondo posto conquistato l’anno scorso, nell’evento realizzato grazie al supporto di SIAMO (Società scientifiche italiane Insieme per gli Adolescenti con Malattie Onco-ematologiche) e FIAGOP (Federazione Italiana delle Associazioni Genitori di Oncoematologia Pediatrica). «In questo torneo vincono tutti ed è proprio a tutti noi, che abbiamo preso parte a questa bellissima festa, che va la nostra dedica – le parole a caldo di Matteo Parenti, giocatore e coordinatore della formazione modenese di Aseop – la cosa più bella è il feeling che abbiamo creato dentro e fuori dal campo: un’intesa che ci ha unito anche se prima del torneo non ci conoscevamo. La Winners Cup ha l’obiettivo di far vivere emozioni attraverso lo sport ai ragazzi che stanno affrontando o hanno affrontato le cure oncologiche. La condivisione delle loro storie di vita fa capire che dalla malattia si può uscire vincitori e lo sport può essere l’occasione per dimostrare una volta di più l’attaccamento alla vita.
Filippo Franchini
gazzettadimodena 16.5.18

INTER CAMPUS CON I BAMBINI DEL SAN GERARDO

MONZA – Prosegue il progetto di Inter Campus e dell’Ospedale San Gerardo di Monza dedicato ai bambini e alle bambine guariti dalla leucemia ed in via di guarigione

Si è tenuto quest’oggi il terzo incontro di Inter Campus con i bambini dell’Ospedale San Gerardo di Monza, nell’ambito di un’iniziativa pensata per sottolineare il significato dello sport nel recupero dalle leucemie e linfomi dell’infanzia.

Sotto la guida attenta degli allenatori Lorenzo Forneris, Juri Monzani, Dario Tripol e Andrea Galbiati e lo sguardo premuroso del dottor Jankovic, 30 bambini e bambine, che hanno superato la malattia o la stanno ancora combattendo, hanno partecipato ai giochi con grande entusiasmo e si sono sfidati in appassionanti partitelle finali.

L’evento si è svolto presso il campo da calcio dello Sport Park di Vedano al Lambro, messo a disposizione dall’associazione sportiva G.S. Vedano.

Il progetto, che vede la collaborazione tra il reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza, il Comitato Maria Letizia Verga ed Inter Campus, vuole dimostrare che, nella maggior parte dei casi, un bambino guarito da una malattia oncoematologica può tornare a vivere una vita normale ed intraprendere, o riprendere, un’attività sportiva.