Più vicini a test sangue per diagnosi rapida tumori bambini

Ogni tipo lascia una impronta digitale distinta nel plasma

Più vicini a un test del sangue per diagnosticare tumori pediatrici in modo rapido, semplice (non invasivo) ed accurato: la promessa arriva da uno studio britannico che ha consentito la scoperta dell”impronta digitale’ di 11 tumori del bambino, da quelli del sistema nervoso (neuroblastoma e glioma), a tumori di ossa, muscoli e sangue.

Un gruppo di esperti di University of Cambridge e ospedale Addenbrooke di Cambridge ha analizzato il sangue di piccoli pazienti oncologici e rinvenuto la presenza di molecole (microRna) caratteristiche e distintive di ciascun tumore, ricostruendo, in sostanza, l’impronta digitale del cancro ‘impressa’ nel sangue del paziente. In altri termini per ciascun tumore si trova nel sangue un set diverso e distinto di microRna. I tumori studiati sono diversi tipi di neuroblastoma (ciascuno con la sua impronta digitale, cosa che potrebbe consentire terapie personalizzate con un semplice prelievo), i tumori di Wilms, l’epatoblastoma, vari linfomi, il rabdomiosarcoma, l’osteosarcoma, il glioma, il sarcoma di Ewings e altri.

Lo studio sarà presentato questa settimana alla conferenza del National Cancer Research Institute Cancer a Liverpool.

”Usare un prelievo di sangue invece che tecniche chirurgiche invasive, oggi adottate per isolare campioni di tessuto malato da analizzare, potrebbe migliorare la diagnosi – per di più l’analisi di un prelievo richiede poche ore contro i giorni o le settimane richieste per analisi diagnostiche tradizionali”, spiega Matthew Murray, esperto di oncologia pediatrica che ha condotto lo studio. Serviranno ora altri e più ampi lavori indipendenti per confermare questi risultati e avviare l’inizio di una nuova era nella diagnostica in oncologia pediatrica.

Diesel nocivo, l’esperto tranquillizza: “Filtri antiparticolato riducono molto la nocività dei gas”

Lo studio dei ricercatori del National Cancer Institute pubblicato recentemente sul Journal of the National Cancer Institute ha dimostrato per la prima volta una correlazione forte e consistente, altamente significativa, tra l`esposizione ai gas di scarico diesel e l`insorgenza di tumore del polmone in oltre 12.000 lavoratori di otto miniere negli Stati Uniti seguiti dal 1997 in poi dopo che erano stati esposti dal 1947 al 1967 senza che si abbiano nello studio informazioni sull`impiego di eventuali filtri anti-particolato.Rischio tumore del polmone associato a esposizione dei gas di scarico delle auto diesel – “Questo studio – spiega in una nota Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell`istituto tumori di Aviano – conferma l`aumentato rischio di tumori del polmone associato con l`esposizione a scarico diesel, che era già stato riscontrato in minatori in Germania nel 2009, nei lavoratori delle autostrade e nei lavoratori portuali nel 2004 e nei camionisti e nel personale addetto ai garage di autobus nel 1990″. L’introduzione dei gas di scarico diesel nella categoria 1 da parte dell’Oms (sostanze cancerogene), che segue a questo studio,” è di grande importanza per la salute della popolazione urbana mondiale – prosegue Tirelli – e di quei circa tre milioni di lavoratori europei, non solo minatori, esposti a gas di scarico diesel. In questo studio i risultati sono a prescindere dal fumo da sigaretta, anche se poco ancora si sa dell`interazione tra le sigarette e l`esposizione a gas di scarico diesel”.Filtri antiparticolato riducono nocività dei gas – In relazione alla proibizione dell`uso delle macchine diesel proposta dal Codacons “sarei più cauto – prosegue Tirelli – in quanto i filtri antiparticolato, che sono sempre più utilizzati dalla loro introduzione nel 2000, riducono di molto la nocività delle emissioni. Comunque potrebbe essere sufficiente un utilizzo più cauto delle auto diesel nei centri abitati, oltre a tener conto in modo più serio delle soglie di PM10, che spesso vengono superate senza alcun intervento, e che tutte le macchine diesel abbiano un filtro attivo antiparticolato. Credo – conclude Tirelli – che il blocco del traffico, in particolare delle auto diesel, soprattutto di quelle senza filtro, quando si sforano le soglie consentite, dovrebbe essere un provvedimento da eseguire con molta più attenzione. Infine va tenuto conto che nel nostro vivere moderno dobbiamo convivere con tante sostanze potenzialmente dannose, sia nell`ambiente che nell`alimentazione e nei nostri stili di vita in generale, ma ci hanno comunque permesso un netto miglioramento della qualità della vita e senz`alcun dubbio un aumento della aspettativa di vita alla nascita che oggi sfiora i 100 anni”.