“Si fanno progressi per tutti tranne che per i bambini. Che fine hanno fatto le sperimentazioni pediatriche?”

Associazioni di genitori di 20 Paesi europei scrivono al Commissario UE
“L’esame dei farmaci, basato sulle analogie molecolari tra i tumori dell’adulto e del bambino, è già un obbligo negli
Stati Uniti, grazie al RACE for children Act votato la scorsa estate. Perché non possiamo fare lo stesso in Europa?”.
11 DIC – Quarantatré associazioni di Genitori di bambini e adolescenti che hanno contratto tumori di 20 paesi europei, tra
cui l’italiana Fiagop, hanno inviato una lettera congiunta al Commissario Europeo alla Salute Vylnis Andriukaitis, per
chiedere un’azione urgente per migliorare l’attuazione e avviare il processo di modifica del regolamento sui medicinali
pediatrici.
Per i genitori dei piccoli malati, infatti, “in Europa la cura del cancro sta facendo progressi per tutti, tranne che per i
bambini”. E lo dimostra, evidenziano le 43 associazioni, le stesse parole pronunciate da Andriukaitis in occasione della
presentazione del rapporto di valutazione dei 10 anni di vigenza del Regolamento sui Farmaci pediatrici, nell’ambito del
quale il commissario ha evidenziato come “tra le mie più grandi preoccupazioni è il fatto che lo sviluppo di farmaci per il
cancro infantile non è stato allo stesso livello di quello dei farmaci oncologici per gli adulti”.
Il Regolamento sui Farmaci Pediatrici, si ricorda nella lettera, “impone all’industria di sperimentare anche in ambito
pediatrico i farmaci che si prevede di utilizzare per l’adulto: molti bambini hanno potuto beneficiare della norma ma non
certo quelli col cancro”.
Per i genitori dei piccoli malati oncologici non è accettabile che le industrie farmaceutiche “siano autorizzate ad evitare di sviluppare un farmaco che potrebbe invece favorire la cura di quei tumori pediatrici che presentano somiglianze biologiche con i tumori dell’adulto”. Chiedono dunque ad Andriukaitis: “L’esame dei farmaci, basato sulle analogie molecolari tra i tumori dell’adulto e del
bambino, è già un obbligo negli Stati Uniti, grazie al RACE for children Act votato la scorsa estate. Perché non possiamo
fare lo stesso in Europa? Siamo veramente delusi che il rapporto della Commissione non proponga un’azione immediata … Se
oggi non facciamo nulla, bambini e adolescenti continueranno a morire: in Europa, 6000 ogni anno!”.
Le 43 associazioni chiedono quindi al commissario “di organizzare un piano di lavoro per iniziare a migliorare prima
possibile il Regolamento”.
quotidianosanita.it 11.12.17