Trenta ore per la vita, la nuova campagna 2014

“Di tumore infantile si può guarire, non perdiamo altro tempo”. È questo l’appello raccolto dall’Associazione Trenta Ore per la Vita per sostenere nel 2014 le Associazioni di genitori di oncologia pediatrica nella lotta contro i tumori infantili.

In Italia i bambini che si ammalano di tumore sono 2100 ogni anno e anche se oggi in oltre il 70% dei casi si può guarire, i margini di guarigione si possono ampliare, rendendo accessibili a tutti le cure migliori ed i programmi di diagnosi precoce.

Il tumore in Italia colpisce un bambino su 650 prima dei 15 anni, e, nonostante le alte percentuali di guarigione, il cancro rimane la prima causa di morte nei bambini.

Questi dati sono forniti dalla FIAGOP Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncologia Pediatrica che il prossimo 14 febbraio organizzerà un Convegno a Torino per la XII Giornata Mondiale contro il cancro infantile. Obiettivo del Convegno la ricerca di possibili interventi per “Guarire di più, guarire meglio”.

I tumori colpiscono non solo i bambini, ma anche le loro famiglie, la malattia incide fortemente su tutto il nucleo familiare sia dal punto di vista psicologico che economico. Uno dei due genitori è spesso costretto a lasciare il lavoro per poter accompagnare il figlio malato nel lungo percorso delle cure; a questo si aggiunge spesso la lontananza dai centri specializzati e l’inevitabile distacco da casa, da amici e parenti.  

L’Associazione Trenta Ore per la Vita nelle passate edizioni ha dedicato ogni anno un progetto speciale all’infanzia attraverso la creazione o ristrutturazione di reparti pediatrici, anche in ambito oncoematologico, e di case famiglia, per accogliere chi è costretto a curarsi lontano da casa.

La Campagna di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi “Trenta ore per la Vita 2014” sarà interamente rivolta alla realizzazione di progetti presentati da Associazioni di genitori per assicurare ai bambini e agli adolescenti malati di cancro il diritto alle cure migliori possibilmente rimanendo a casa propria, e quando ciò non fosse possibile, garantire a loro ed alle loro famiglie una casa lontano da casa