Trapianti fegato: all?Ismett di Palermo superata quota 500

PALERMO – L’Ismett, l’Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione, taglia e supera il traguardo dei 500 trapianti di fegato. Grazie a due interventi eseguiti in rapida successione nelle ultime 48 ore sono 501 i trapianti di fegato realizzati presso il Centro trapianti palermitano dall’inizio dell’attivita’. Un traguardo che pone Ismett fra i centri piu’ attivi in Europa per volume d’attivita’ e in termini di qualita’. Il trapianto numero 500 e’ stato realizzato mercoledi’ su un ragazzo israeliano di appena 16 anni. E’ arrivato a Palermo lo scorso mese di luglio ed era iscritto in lista d’attesa da circa due mesi. Il trapianto per lui rappresentava l’unica speranza e si trattava di un’opzione terapeutica non offerta nel suo Paese d’origine. Utilizzata la tecnica dello split liver che prevede la divisione in due parti del fegato destinato a trapianto, cosi’ da garantire la realizzazione di due interventi. Grazie ad una seconda donazione che si e’ resa disponibile poche ore dopo, e’ stato possibile eseguire un secondo trapianto di fegato, il numero 501. In questo caso ad essere sottoposto a trapianto e’ stato un uomo siciliano di 36 anni, le cui condizioni erano estremamente gravi, era affetto da una colangite scleosante primitiva che aveva compromesso in modo irreparabile la funzione epatica. "Il superamento di 500 trapianti di fegato all’Ismett – sottolinea Bruno Gridelli, direttore dell’Istituto Mediterraneo – e’ un traguardo importante per la Sicilia e la rete nazionale. Quasi 400 di questi trapianti sono stati effettuati su pazienti siciliani. A Palermo sono anche arrivati pazienti di altre regioni Italiane e 28 da altri Paesi, per lo piu’ bambini trapiantati con la tecnica dello split liver in cui il fegato di un donatore viene diviso in due parti (per un adulto ed un bambino)". Ben 106 i trapianti di fegato pediatrico eseguiti ad Ismett. Ma negli ultimi due giorni, grazie ad una serie di donazioni e’ stato possibile sottoporre a trapianto anche due donne che erano in attesa di un cuore ed un uomo iscritto in lista d’attesa per un rene. "La Sicilia – sottolinea Vito Sparacino, direttore del Centro regionale trapianti della Sicilia – dimostra che il sistema di prelievo e trapianti e’ un sistema che funziona. In questi anni, abbiamo lavorato per migliorare la rete di prelievi siciliana e garantire cosi’ a piu’ pazienti possibili l’opzione terapeutica del trapianto. E’ un lavoro comune che sta dando risultati e che continuiamo a portare avanti con le Unita’ di rianimazione siciliane".


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