Trovate leucemie ?camaleontiche? che causano recidive

ROMA – Con un ‘camaleontismo genetico’ alcune forme di leucemia si possono rendere invisibili alle cure a base di trapianto di midollo osseo e quindi dare recidive. Pubblicata sul New England Journal of Medicine, la scoperta, di Luca Vago, medico ricercatore del Laboratorio di Immunogenetica e Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (TIGET) con Chiara Bonini, responsabile del Laboratorio di Ematologia Sperimentale dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, aiutera’ ad aggirare il problema e a curare forme leucemiche oggi incurabili. Gli esperti hanno scoperto che in alcuni casi dopo il trapianto di midollo le nuove difese immunitarie del paziente non riescono a riconoscere e uccidere le cellule malate perche’ queste hanno cambiato, in modo camaleontico, il proprio assetto genetico, rendendosi invisibili. Una delle cure contro le leucemie acute e’ proprio il trapianto di midollo. Oggi per ampliare il numero di donatori disponibili si usa il midollo anche di persone non perfettamente compatibili con il paziente ricevente, si parla di trapianto aploidentico. Questa strategia e’ doppiamente utile perche’ oltre a moltiplicare i donatori di midollo, aiuta direttamente la guarigione. Infatti proprio la parziale compatibilita’ tra donatore e ricevente puo’ contribuire in maniera fondamentale all’eradicazione della leucemia perche’ le cellule immunitarie del donatore, in particolare i linfociti T, riconoscono e attaccano le cellule immunitarie malate (tumorali) del paziente, riconosciute come ‘diverse’ ed eliminate. Tuttavia, dopo trapianto aploidentico di midollo e infusione di linfociti T del donatore, le cellule malate possono eludere l’attivita’ terapeutica dei linfociti T ‘mascherandosi’ e rendendosi invisibili ai linfociti, con risultato finale la recidiva clinica della malattia. La descrizione di questo meccanismo di resistenza leucemica apre una nuova importante opportunita’ terapeutica: permette infatti la cura mirata di una consistente percentuale delle recidive di leucemia attraverso la scelta tempestiva di un nuovo, diverso, donatore parzialmente compatibile che sia in grado di attaccare le leucemie mutate.


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