Tumori: 20[%] malati in cura con farmaci anti-angiogenesi; duecento ricercatori da 17 paesi si incontrano in Veneto

ABANO TERME (PADOVA) – E’ una delle nuove frontiere nella lotta contro il cancro e sar? oggetto di una conferenza internazionale che riunir? per la prima volta in Italia, più precisamente ad Abano Terme (Padova) dal 6 all’8 novembre, i più illustri esperti mondiali. L’anti-angiogenesi, ovvero l’approccio che mira a frenare la crescita delle cellule cancerose ostacolandone il rifornimento sanguigno, rallentando così la crescita del tumore, ha portato negli ultimi anni un importante miglioramento dei risultati di cura, riducendo spesso gli effetti collaterali provocati dalle terapie gi? consolidate. Attualmente, in Italia, il 20[%] dei pazienti ? trattato con medicinali anti-angiogenesi. A differenza di approcci tradizionali quali la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia, che mirano al controllo della malattia mediante la rimozione o la distruzione delle cellule tumorali – ricorda una nota – la terapia anti-angiogenica si pone come obiettivo la quiescenza cellulare e l’equilibrio tra le cellule malate e l’ospite. Uno scopo che consente di trasformare il cancro in una malattia a decorso cronico. Per parlare di questo argomento la Conferenza europea sull’angiogenesi tumorale  (www.ecta2008.org), giunta alla sua terza edizione, riunir? nel centro congressi di Abano Terme 200 ricercatori provenienti da 17 paesi del mondo. L’incontro ? organizzato dall’Istituto oncologico veneto (Iov), dall’universit? di Monaco di Baviera e di Padova. “Circa il 20[%] dei malati – spiega Stefano Indraccolo, organizzatore dell’incontro e ricercatore dell’Iov – viene trattato con nuovi farmaci anti-angiogenici, spesso in combinazione alla chemioterapia tradizionale. Allo Iov in particolare sono gi? 200 i pazienti trattati con questi prodotti e alcune decine di migliaia in Italia, con un trend in ascesa. In casi selezionati, la terapia anti-angiogenica ha potuto migliorare significativamente la prognosi dei pazienti, specie nel caso dei tumori renali e del colon”.


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