Tumori: al CDI Milano nuova tecnica per diagnosi super-precoci

MILANO – Riconoscere il cancro prima che insorga. Stanandolo in pochi minuti, invece che in qualche ora, e con una sensibilit? vicina al 100[%]. Promette diagnosi super-precoci una nuova tecnica disponibile per la prima volta in Italia al Centro diagnostico italiano (Cdi) di Milano, illustrata oggi in occasione di un simposio internazionale nel capoluogo lombardo. La novit? si chiama Ikoniscope: un analizzatore automatico di indagini che, abbinato a una metodica gi? nota e chiamata Fish, permette di scandagliare fino a centinaia di migliaia di cellule, individuando le anomalie cromosomiche che anticipano di molto l’effettiva comparsa dei tumori. Un’ampia gamma di neoplasie: da quello della vescica, più frequente negli uomini e quarto tumore più diffuso nelle nazioni occidentali, a quello al collo dell’utero, secondo ‘killer’ oncologico nelle donne. "Il Cdi ha deciso di investire molto sulle numerose, possibili applicazioni di questa nuova opportunit? diagnostica", spiega ai giornalisti Vittorio Grazioli, direttore del Laboratorio di genetica del centro, e promotore del convegno meneghino focalizzato sugli impieghi della Fish automatizzata nel tumore alla vescica. Basti pensare che i costi della tecnologia "non sono inferiori ai 250 mila euro", calcola l’esperto. Gli esami basati su questa metodica "sono tutti rimborsati dal Servizio sanitario nazionale", assicura. La nuova tecnica di diagnosi ‘smart’ abbatte il rischio di falsi negativi e il tempo necessario a consegnare il referto al paziente. A tutto vantaggio delle possibilit? di cura e delle speranze di guarigione, perché "questo tipo di analisi consente di agire in quella ‘zona grigia’ che separa la comparsa delle aberrazioni cromosomiche nel nucleo delle cellule e la trasformazione delle stesse da sane a malate", precisa Grazioli. Con la Fish automatizzata "lavoriamo nel campo della predisposizione", aggiunge il direttore del Laboratorio di genetica del Cdi. Un vantaggio soprattutto nella prevenzione del cancro alla cervice uterina: "Ogni anno – stima lo specialista ? circa 300 mila Pap test, ossia il 5[%] dei 6 milioni eseguiti in Italia, potrebbero avvantaggiarsi di questo esame". Nel 2008 ricorre "il 50esimo anniversario dall’introduzione del Pap test in medicina – ricorda Petros Tsipouras, presidente e Ceo dell’azienda produttrice dell’Ikoniscope, Ikonisys – e in mezzo secolo i casi di tumore al collo dell’utero diagnosticati ogni anno negli Usa sono passati da 60 mila a 11 mila". Ma un esame basato sulla Fish automatizzata, il 3qGain, pu? fare di più: "Individuare, tra le donne positive al Papillomavirus umano (Hpv), prima causa di carcinoma alla cervice uterina, l’11[%] destinato a sviluppare una displasia di alto grado e l’1[%] che si ammaler?". La nuova tecnologia di diagnostica genetica trova gi? applicazione anche contro il cancro alla vescica. "Una patologia sempre più frequente – riferisce Victor Reuter, vice chairman del Dipartimento di patologia al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York – che tra i primi fattori di rischio ha il fumo", oltre all’esposizione professionale a particolari agenti chimici, la radio o la chemioterapia. Nel caso di questa neoplasia, la Fish automatizzata "? particolarmente indicata insieme alla classica citoscopia nella diagnosi delle recidive in persone gi? operate per tumore alla vescica – dice Grazioli – Cos? facendo, in questa categoria di pazienti l’aspettativa di vita aumenta drammaticamente". Ottimi risultati sono stati dimostrati anche nella diagnosi dell’esofago di Barrett, e il medico spera di poter allargare la nuova analisi anche all’individuazione del tumore al colon. Insomma, conclude Juan Rosai, direttore del Centro di consulenza in anatomia patologica oncologica al Cdi: "Il vero segreto per battere il cancro non ? mettere a punto interventi eroici, ma arrivare a una diagnosi quanto più precoce possibile".


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