TUMORI: AL VIA TRATTAMENTI DI CHEMIOTERAPIA MIRATA A PESARO

Il reparto di Oncologia dell’ospedale di Pesaro, diretto da Giammaria Fiorentini, ha avviato nuove tecniche per la cura delle neoplasie: si chiamano trattamenti loco regionali, una sorta di chemioterapia mirata, con farmaci che aggrediscono direttamente il tumore senza andare a colpire le zone sane. Tre pazienti – uno proveniente da Salerno, uno dall’Emilia Romagna e l’altro da Fermo – sono gia’ stati trattati con queste tecniche innovative per combattere le neoplasie metastatiche al fegato e al pancreas, mentre un quarto arrivera’ nei prossimi giorni da Verona. “La procedura e’ concettualmente semplice – ha spiegato Fiorentini -: il paziente viene preparato e portato in sala angiografica gli viene inserito, nel vaso arterioso principale, un catetere molto sottile per angiografia selettiva viscerale. Poi si inizia la cura dell’organo colpito dal tumore, con la somministrazione mirata del farmaco”. Si tratta di una procedura che richiede il monitoraggio continuo della perfusione e della distribuzione del farmaco nell’organo bersaglio attraverso il controllo radiografico. L’obiettivo e’ orientarsi verso un nuovo trattamento chemioterapico, piu’ mirato e incisivo e con meno effetti collaterali per il resto dell’ organismo. “Inoltre – ha aggiunto il primario – con le terapie locoregionali non si esclude l’utilizzo delle altre cure tradizionali come la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia endovenosa”. Sempre nel reparto di Oncologia del nosocomio pesarese e’ in programma, per il mese di settembre, il primo intervento nelle Marche per il trattamento dei melanomi agli arti inferiori attraverso la tecnica della perfusione ‘antiblastica ipertermica e normotermia’, che viene effettuata per via chirurgica negli Istituti Tumori di Roma, Milano, Genova e Padova e che, a Pesaro, sara’ effettuata senza intervento chirurgico grazie al metodo angioradiologico: il radiologo posizionera’ i cateteri nell’arteria e nella vena femorale, questi saranno collegati ad un circuito extracorporeo, che permettera’ la perfusione con alti dosaggi di farmaci dell’arto colpito dal melanoma. Con questa procedura, i tempi di recupero da parte del paziente saranno molto brevi e, in genere, il giorno dopo potra’ camminare.

Fonte: (AGI) – Pesaro, 1 agosto

 


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