Tumori: cervello; alterazione genetica ?aiuta? sopravvivenza

BOLOGNA – L?alterazione genetica che blocca il lavoro del gene ?Mgmt? aiuta la sopravvivenza dei pazienti affetti da un micidiale tumore al cervello, il glioblastoma. La scoperta, frutto del lavoro della biologa svizzera Monika Hegi, trova conferma nei risultati di uno studio compiuto su 103 pazienti condotto da Alba Brandes, direttore dell?Unita? operativa di oncologia dell?ospedale Bellaria di Bologna, di prossima pubblicazione sul Journal of Clinical Oncology. Se ne e? parlato alla 4/a conferenza internazionale sui tumori del cervello in corso a Bologna. La sopravvivenza a questo tipo di tumore, che ha una incidenza in Italia di circa 3.500 nuovi casi all?anno, e? passata nel giro degli ultimi tre anni dal 10[%] con il solo trattamento radioterapico al 40[%] a due anni combinando radio e trattamento chemioterapico per via orale (temozolomide). ?Ma lo studio che ha valutato le caratteristiche genetiche del tumore – ha spiegato la dottoressa Brandes – ha permesso di prevedere l?efficacia del chemioterapico nei pazienti che avevano una metilazione o blocco del gene ?Mgmt?, con una sopavvivenza piu? alta per le donne (in media 8,5 mesi in piu?). Il gene infatti in condizioni normali produce una proteina che ripara le cellule tumorali distrutte dalla chemioterapia rendendo quindi di fatto inutile il trattamento. Il tumore resta ad altissima mortalita? a cinque anni, ma la sopravvivenza complessiva e? passata dal 10 al 30[%]. La scoperta sul gene ?Mgmt? rende pero? importante per la cura mirata sui pazienti il test sul tessuto tumorale per estrarre il dna e farne la sequenza nei centri specializzati per questo tipo di neoplasia (fra cui Roma La Sapienza, Padova, Bologna). Secondo Brandes infatti nel caso in cui il gene sia attivo bisogna puntare su altre combinazioni di farmaci, in via di sperimentazione, ma non di tipo chemioterapico.La dottoressa Brandes ha insistito sull?esigenza che questo test, ancora molto sofisticato e non disponibile in molte citta?, venga compiuto nel centri specializzati che sono in grado di compierlo in maniera adeguata, anche con tempi piu? veloci per la refertazione. Il campione di tessuto tumorale puo? essere prelevato a distanza e inviato al Bellaria, ma occorre che il prelievo avvenga in maniera corretta per non compromettere il successivo test sul dna del malato. La dottoressa Brandes e? arrivata al Bellaria, dove dirige l?unita? di oncologia medica all?interno del dipartimento oncologico dell?azienda usl, nell?aprile del 2006 per sostituire il dottor Lucio Crino? . Dirige un reparto con una ventina di letti ed un day hospital, nel quale mediamente ogni anno piu? di 200 persone vengono trattate per neoplasie del sistema nervoso centrale.


Articoli Correlati