Tumori: cura con tossine Difterite, test in Italia e Giappone

RAVENNA – Il medico ravennate Silvio Buzzi ha incontrato in municipio il sindaco della citta’ romagnola, Fabrizio Matteucci, in vista della doppia sperimentazione della cura con la tossina della difterite (Crm 197), che sta per essere attuata nell’ospedale di Empoli su dieci pazienti affetti da melanoma e in Giappone (dove Buzzi si rechera’ nei prossimi giorni) su 18 donne colpite da tumore ovarico. Buzzi e’ il medico ravennate che negli anni Settanta intui’ che il batterio della difterite, di cui il Crm 197 e’ un derivato, avrebbe potuto essere un alleato nella lotta contro i tumori. E sara’ un altro medico di Ravenna, Gianmaria Fiorentini, primario del reparto di Oncologia di Empoli a portare avanti la sperimentazione italiana.
Buzzi ha ringraziato il sindaco ”per aver rotto una vecchia tradizione di noncuranza verso la mia attivita’ di ricercatore tipico ed anomalo”. Il medico si e’ detto convinto che ”sia la sperimentazione all’ospedale di Empoli che quella che sara’ portata avanti in Giappone portera’ a dei buoni risultati”. Nel corso della sua attivita’, il medico ravennate ha sperimentato la sua scoperta su 25 pazienti ”molto eterogenei”. Nei casi di tre pazienti c’e’ stata una ”risposta totale”. Fra questi anche, nel 1999, il caso di un bambino di cinque mesi affetto da neuroblastoma: ”Il bimbo era figlio di un collega e io ero riluttante – ha ammesso Buzzi – In questo caso la risposta e’ stata clamorosa sia dal punto di vista radiografico che clinico. Oggi il bimbo e’ vivo e va a scuola”.
”A Ravenna – ha detto a sua volta Matteucci – abbiamo la fortuna di avere un sistema sanitario che funziona. Il nostro sistema sanitario nazionale e’ il secondo a livello europeo. Ma si puo’ e si deve sempre migliorare. La scoperta del prof.Buzzi si appresta ad essere sottoposta ad una doppia sperimentazione.
La lotta contro il cancro e’ un tema doloroso, delicato, che ci tocca tutti da vicino. Per questo bisogna andare con i piedi di piombo quando si parla di nuove cure. Sperimentare una cura non da’ per scontato il suo successo, ma le intuizioni devono poter essere sottoposte a verifiche”.


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