Tumori: EPIC, il 95[[%]] dei malati convive con il dolore, mancano le cure adeguate

MILANO – Il dolore e’ il primo sintomo che spinge il paziente a rivolgersi ad un medico, permettendo cosi’ l’individuazione della patologia neoplastica, ed accompagna, nella gran parte dei casi, l’intero decorso del tumore.
Tuttavia le terapie prescritte risultano spesso inadeguate e per il 42[%] dei pazienti oncologici il dolore si delinea come ‘intollerabile’. Gli sconcertanti dati emergono dalla ricerca EPIC (European Pain in Cancer) sul dolore da cancro, presentata al Congresso Internazionale EAPC (European Association for Palliative Care) attualmente in corso a Budapest.
Condotta in 12 Paesi europei, la ricerca ha coinvolto in totale 4824 pazienti, 457 dei quali italiani. Per un europeo su tre (30), e per il 42[%] degli italiani, il dolore e’ stato il sintomo chiave per la diagnosi di tumore e ben il 95[%] dei pazienti oncologici italiani lamenta un dolore associato alla malattia (contro il 73[%] di media europea). Il 47[%] dei pazienti coinvolti nello studio ha dichiarato di provare dolore da almeno tre mesi e il 6[%] di soffrire costantemente da piu’ di un anno.
Piu’ del 96[%] dei pazienti con dolore lamenta una sofferenza di grado moderato-severo, ovvero di livello maggiore a 5 su una scala numerica da 0 a 10, dove 10 indica ‘il peggior dolore possibile’. Sebbene il 98[%] di questi malati riceva un trattamento per il proprio dolore, solamente il 16[%] degli intervistati italiani (e il 24[%] degli europei) giudica realmente efficace la terapia prescritta per il proprio dolore e nel 70[%] dei casi i farmaci assunti non sono in grado di scongiurarne la ricomparsa. "La ricerca EPIC ha dimostrato che, nonostante la disponibilita’ di trattamenti, il dolore da cancro continua a non essere gestito in maniera adeguata" ha commentato il dottor Franco De Conno, Direttore Struttura Complessa di Riabilitazione e Cure Palliative della Fondazione IRCCS-Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Direttore Onorario dell’EAPC.
E non a caso, secondo gli esperti, l’Italia continua ad essere tra gli ultimi Paesi in Europa quanto a spesa pro-capite annua per i farmaci analgesici oppioidi forti, raccomandati dalle linee guida internazionali OMS ed EAPC come farmaci di prima scelta nel trattamento del dolore moderato-severo. Per il 42[%] dei malati, il dolore risulta talmente insopportabile da far loro desiderare la morte, nel 66[%] dei casi impedisce loro di condurre una vita normale, ostacolando le semplici attivita’ quotidiane, e per la meta’ di loro il dolore influisce negativamente sulla vita familiare. Il 62[%] dei pazienti, infine, non si sente in alcun modo compreso da amici e parenti, incapaci di immaginare la sofferenza provata.
Lo specialista di riferimento, per i pazienti italiani, e’ risultato essere l’oncologo medico (a cui fa riferimento il 74[%] di loro), seguito dal terapista del dolore (12). Un ulteriore problema che ostacola un adeguato trattamento del dolore da cancro e’ proprio la difficolta’ di comunicazione tra medico e paziente: per un paziente su 5, infatti, il medico curante si dedica esclusivamente al trattamento del tumore, disinteressandosi del dolore ad esso connesso.
La ricerca, e’ stata realizzata grazie al supporto di Mundipharma, con il patrocinio di EAPC, EONS (European Oncology Nursing Society), Lance Armstrong Foundation e OPEN Minds, un gruppo di Opinion Leader di tutta Europa, esperti nel trattamento del dolore. "I risultati emersi mostrano come i pazienti che combattono il cancro sopportino in silenzio il dolore ad esso connesso, per quanto questo incida negativamente sulla loro vita", ha dichiarato il campione di ciclismo Lance Armstrong, fondatore della Lance Armstrong Foundation, che in passato ha sconfitto il tumore.
"Anche se negli ultimi anni notevoli passi avanti sono stati compiuti sulla via che conduce alla vittoria sul cancro, per sconfiggere definitivamente il dolore oncologico resta ancora molto da fare".


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