Tumori: esperti, certificato di guarigione ai bimbi che superano la malattia

ROMA – Arrivare ad una vera e propria ‘certificazione di guarigione’ per i bambini e gli adolescenti colpiti da tumore e che hanno debellato la malattia. E’ uno degli obiettivi previsti nel documento varato dai 45 esperti internazionali di oncologia pediatrica del ‘Gruppo di Erice’, provenienti da 13 paesi europei e dal Nord America e coordinati da Riccardo Haupt, oncologo-pediatra dell’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova, e da Momcilo Jankovic dell’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza.
Oggi oltre il 70[%] (80[%] in caso di leucemie) dei bambini e adolescenti a cui viene diagnosticato un tumore guarisce, contro il 20[%] degli anni ’70. Ma cosa si intende per completa guarigione? I bambini che sono stati curati per un tumore possono essere considerati guariti, spiegano gli esperti, ”quando hanno raggiunto il momento in cui la loro probabilita’ di morire a causa della malattia iniziale non sia piu’ grande di quella dei loro coetanei di morire per qualsiasi altra causa”.
Ma la novita’ del documento del Gruppo di Erice e’ soprattutto rappresentata dall’obiettivo di arrivare a fornire ai pazienti una ‘certificazione di guarigione’. Sarebbe, afferma Jankovic, ”un risultato di straordinaria importanza, che vede l’impegno dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica e della Federazione Italiana Associazione Genitori di Oncologia Pediatrica, che consentirebbe alle persone sopravvissute di recuperare un completo equilibrio psicologico e dedicarsi al proprio progetto di vita. Senza contare gli importanti aspetti ‘pratici’ come, ad esempio, l’ottenimento di un posto di lavoro o l’accensione di una polizza assicurativa sulla vita”.
Quanto ai tempi di guarigione, prosegue l’esperto, ”dipendono dal tipo di tumore, dal suo stadio iniziale, dall’assenza di recidive, da fattori di carattere biologico e, generalmente, variano tra i 2 e 10 anni”.
Altro passo importante, rileva Haupt, e’ ”attrezzare specifici ‘ambulatori dei guariti’, per garantire programmi di monitoraggio a lungo termine, personalizzati e per valutare se e in che misura le terapie antitumorali somministrate ad organismi in crescita quali i bambini possano aver determinato effetti tossici su altri organi”.
Ambulatori dei guariti gia’ sono attivi al San Gerardo e al Gaslini ed a questi, concludono gli esperti, ”dovranno collaborare anche specialisti dell’adulto, poich? sono molti i guariti nell’arco di eta’ 20-40 anni”.


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