Tumori: il 42[%] delle morti in ospedale, il 25[%] sedato, in maggioranza al Nord

ROMA – Il 42[%] dei decessi dovuti ad una forma tumorale in Italia e’ morto in ospedale: meno del 20[%] hanno avuto una consulenza nella fase finale della vita di uno specialista del dolore o di un medico di cure palliative; 2 su 3 hanno avuto rapporti con il medico di medicina generale in questa fase della loro vita. Circa il 10[%] ha avuto il supporto di un volontario. Il 25[%] ha avuto un trattamento antidolorifico (morfina ) iniziato almeno una settimana prima del decesso, con differenze pero’ che vanno dal 34[%] al Nord al 19[%] nel Sud Italia. Soltanto al 18[%] dei malati terminali viene somministrata la sedazione continua profonda.
Questi i dati emersi dall’indagine Itaeld, promossa dalla Fnomceo (federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), presentata a Udine alla presenza del ministro della salute Livia Turco che ha interessato circa 15 mila medici che hanno selezionato soltanto i malati deceduti per tumore e non quelli per invecchiamento o improvvisamente, senza quindi una presa in carico da parte del medico.
Obiettivo della ricerca era conoscere le pratiche dei medici nell’assistenza ai loro pazienti alla fine della vita e le loro opinioni. Dall’indagine emerge anche che in circa il 40[%] dei casi la sedazione contro il dolore e’ effettuata con gli oppioidi.
Per la federazione degli ordini dei medici quindi, lo studio sottolinea come in circa un 1 decesso su 4 il medico interviene nella fase finale della vita, confermando la medicalizzazione del processo del morire.


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