Tumori in Campania: 40.000 casi in più l’anno. La soluzione è la differenziata

NAPOLI – Intervista al professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia: “Con le cave e i termovalorizzatori non si risolve niente. La raccolta porta a porta è la miglior risposta al problema”
“In Campania, ogni anno, aumentano i tumori”. Le parole del professor Antonio Giordano suonano familiari: trent’anni di sversamenti illegali, rifiuti tossici seppelliti nella cave, scarti industriali trattati come semplice spazzatura domestica. Il risultato è quello sintetizzato da Giordano, scienziato napoletano direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, presidente della Human Health Foundation e professore di Anatomia patologica all’Università di Siena: “40mila tumori in più all’anno, causati dalla vicinanza dei cittadini alle discariche dove si trovano rifiuti e sostanze tossiche”. Situazione che sarà mai possibile risolvere? Lo abbiamo chiesto allo stesso professor Giordano, che indica una soluzione alla portata di qualsiasi regione e città civile: la raccolta differenziata.
Lei parla di “debolezza genetica” da parte dei cittadini campani. Significa che a essere intaccato dai rifiuti è il nostro stesso Dna?
La mia voleva essere una provocazione. Credo che se in Campania ci sia un aumento dei tumori, sia per le cause ben precise che abbiamo individuato nel nostro studio pubblicato sulla rivista internazionale “Cancer Biology Therapy”, e non per una debolezza genetica da parte della nostra popolazione.
Quali cause avete individuato?
Abbiamo evidenziato la natura poco chiara dei rifiuti tossici presenti sul territorio campano. Ovviamente riteniamo che vadano incoraggiate ulteriori indagini sul tema, per studiare le interazioni tra fattori genetici e ambientali. Tutto ciò al fine di identificare i gruppi che sono a elevato rischio di sviluppo malattie, proprio come tumori e malformazioni.
Quali sono le zone della Campania maggiormente a rischio?
Mortalità per tumori e malformazioni congenite sembrano essere significativamente aumentati nella parte settentrionale della provincia di Napoli e nella parte meridionale della provincia di Caserta.
È ragionevole sperare in una possibile bonifica del territorio, dopo trent’anni di sversamenti?
Senz’altro. Su questo punto possiamo contare sull’esperienza americana. Studi recenti evidenziano come la bonifica di siti contaminati in alcune regioni degli Usa, abbia portato alla riduzione del 20-25 percento di anomalie congenite nei residenti di tali aree.
Come procede l’istituzione del registro tumori in Campania?
Per quanto ne so, dovrebbero essere state presentate più proposte di legge, e bisognerà attendere quale di queste sarà inviata in Commissione. Ovviamente dovrebbe essere preferita quella che rispetti la legge sulla privacy e la scientificità dei dati raccolti. Mi auguro che il registro venga istituito al più presto, così come del resto auspica anche il ministero della Salute.
Il sindaco de Magistris si oppone alla costruzione di discariche e termovalorizzatori, puntando tutto sulla differenziata. Dal canto suo, la Regione propende per individuare le cave dove poter sversare i rifiuti che invadono le strade di Napoli. Quale soluzione le pare più ragionevole?
Le inchieste della magistratura in Campania hanno riaperto ferite mai chiuse a proposito della gestione commissariale del ciclo rifiuti. Il fallimento di un modello costruito sull’emergenza è ormai evidente. Eppure il dibattito che si è sviluppato, con solidarietà di maniera e giustizialismi di facciata, sembra non voler affrontare il nodo della questione. Esiste una importante letteratura per sostenere che il modello di smaltimento dei rifiuti urbani non trova risposta nella cave, né tanto meno nella termodistruzione, dal momento che questi sistemi acuiscono la contraddizione del rapporto uomo-natura. Per la termodistruzione, infatti, si generano polveri fini inquinanti e pericolosissime, del cui smaltimento, ancora oggi, poco si dice.  Ritengo che un piano di raccolta, differenziata e di riciclo porta a porta, sia la migliore risposta al problema. (Enrico Nocera)

Fonte: campaniasuweb.it – 15.7


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