Tumori: in rapido aumento, ora sono malattia dei poveri

ROMA – Il cancro diventa una malattia dei poveri. Se fino a pochi anni fa le sue cause erano collegate allo stile di vita tipico dei Paesi industrializzati, oggi e’ chiaro che la maggioranza dei nuovi casi e’ destinata a comparire nei Paesi in via di sviluppo. Parlano chiaro le cifre presentate a Roma dall’epidemiologo Peter Boyle, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) di Lione. ”La diffusa introduzione di fattori di rischio nei Paesi in via di sviluppo, insieme al progressivo aumento e all’invecchiamento della popolazione mondiale, stanno portando ad un rapido aumento dei casi di tumore nel mondo”, ha detto l’esperto nel convegno sulla medicina traslazionale organizzato a Roma dall’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss). Secondo le stime piu’ recenti, nel 2008 si registrano nel mondo 12,4 milioni di nuovi casi diagnosticati e 7,6 milioni di morti per tumore. Inoltre oltre 28 milioni di persone vivono con la malattia a cinque anni dalla diagnosi. Cifre che secondo i dati presentati da Boyle sono destinate ad aumentare decisamente nei prossimi anni. ”Considerando crescita e invecchiamento della popolazione mondiale e calcolando che ogni anno si registra un aumento dell’1[%] di nuovi casi e delle morti ? ha osservato l’epidemiologo – nel 2030 potremmo attenderci 26,4 milioni di nuovi casi, 17 milioni di morti e 80 milioni di persone che vivono con la malattia a cinque anni dalla diagnosi”. In massima parte questo aumento riguardera’ i Paesi in via di sviluppo, nei quali lo stile di vita occidentale sempre piu’ diffuso e’ il primo accusato. Fra i ‘colpevoli’, Boyle ha indicato innanzitutto la forte diffusione del fumo di sigaretta, e poi la vita sempre piu’ sedentaria, sovrappeso e obesita’. Le prime forme di tumore a registrare un aumento nei Paesi piu’ poveri sono quelle di seno e colon-retto. A preoccupare, ha proseguito Boyle, sono anche ”i fondi limitati che i Paesi a basso e medio reddito hanno a disposizione per la salute”. Di conseguenza le strutture per la diagnosi e la cura dei tumori non sono accessibili a tutta la popolazione, cosi’ come non sono disponibili le terapie in grado di aumentare la sopravvivenza. Per Boyle non c’e’ dubbio che ”il cancro e le altre malattie stiano diventando sempre piu’ comuni, rischiando di provocare danni devastanti” e che ”controllare la diffusione di questa malattia sara’ una priorita’ mondiale”.


Articoli Correlati