Tumori: italiani scoprono gene che combatte medulloblastoma

Un gene difende le cellule nervose da uno dei tumori piu’ frequenti nei bambini, il medulloblastoma, particolarmente resistente a cure chirurgiche e a farmaci, tanto da essere curabile in sei casi su dieci. Il gene si chiama PC3/Tis21 e la sua scoperta, pubblicata sul Faseb Journal, si deve al gruppo dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), presso il Centro europeo di ricerche sul Cervello di Roma.
La ricerca, condotta in collaborazione con universita’ di Roma La Sapienza ed Enea, ha accertato nei topi utilizzati come modello della malattia che il gene PC3/Tis21 funziona come un freno molecolare che blocca la crescita e il differenziamento delle cellule nervose colpite dalla malattia, ossia le cellule immature (precursori) destinate a diventare granuli. Questi ultimi sono ”la specie di neuroni piu’ abbondante del cervelletto”, ha detto uno degli autori dela ricerca, Felice Tirone, e si trovano nel romboencefalo, la parte posteriore del cervello dove si trova il cervelletto. Di conseguenza subito dopo la nascita la crescita delle cellule precursori dei granuli e’ massima ed e’ in questo periodo che le cellule possono subire alterazioni all’origine del medulloblastoma.
In precedenza ricerche condotte nello stesso istituto del Cnr avevano indicato che il gene PC3/Tis21 accelera il passaggio dei precursori dei granuli verso il differenziamento. Adesso il lavoro, finanziato da Compagnia San Paolo di Torino e ministero di Universita’ e Ricerca, e’ proseguito su topi geneticamente modificati in modo da riprodurre la malattia umana. Nei loro granuli immaturi e’ stato aumentato il livello di espressione del gene e ”si e’ osservato che l’insorgenza dei medulloblastomi viene dimezzata”, ha detto Tirone. ”Si e’ anche accertato – ha aggiunto – che l’espressione del gene PC3/Tis21 e’ frequentemente ridotta nei medulloblastomi umani, il che suggerirebbe un coinvolgimento del gene nella patologia umana”. L’ipotesi dei ricercatori e’ che il maggiore controllo esercitato dal gene PC3/Tis21 sulle cellule immature le indirizzi verso la maturazione impedendo che si alterino e che possano degenerare dando origine al tumore.
La scoperta apre cosi’ la strada alla possibilita’ futura di combattere il medulloblastoma utilizzando la terapia genica.


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