Tumori: lavoro di squadra per aumentare guarigioni

VERONA – Non piu’ compartimenti stagni negli ospedali, ma lavoro di squadra fra radiologi, chirurghi e oncologi per aumentare le guarigioni dai tumori in Italia. ”I nuovi farmaci possono fare molto, ma da soli non bastano. Per ottenere buoni risultati bisogna creare centri di riferimento con competenze multidisciplinari di buon livello”, ha detto il direttore del dipartimento di oncologia ed ematologia dell’universita’ di Modena e Reggio Emilia, Pier Franco Conte, nel congresso dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) in corso a Verona. Che il lavoro di squadra possa migliorare i livelli di guarigione lo dimostra il caso del tumore all’ovaio: ”Con l’ultimo farmaco arrivato riesco ad aumentare la sopravvivenza di quattro o sei mesi, ma se c’e’ un lavoro di squadra che metta diagnosi e chirurgia a fianco del nuovo farmaco le guarigioni possono aumentare del 20[%]-30[%]. Non ci sono dubbi – ha rilevato Conte – che l’organizzazione sia incomparabilmente piu’ importante rispetto al singolo farmaco innovativo”. Garantire un’assistenza di qualita’ e integrata e’ decisivo, ha proseguito. ”Purtroppo – ha detto ancora Conte – nessuno se ne occupa: ne’ gli oncologi, preoccuopati solo di avere il nuovo farmaco, ne’ gli amministratori che inseguono la burocrazia per l’accreditamento delle strutture, ne’ le societa’ scientifiche, che spesso purtroppo non hanno una visione d’insieme”. Proprio alla capacita’ di lavorare in squadra si devono, secondo Conte, le notevoli differenze che si riscontrano sia in Italia fra Nord e Sud (nel Mezzogiorno, ad esempio, i farmaci innovativi sono accessibili in tutte le regioni eppure la mortalita’ e’ piu’ alta che nel Nord), sia fra l’Italia e molti altri Paesi europei. Fare squadra e seguire nuovi criteri per valutare i risultati e’, ha concluso, ”la vera sfida dell’oncologia, che purtroppo nessuno sta raccogliendo”.


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