Tumori Pediatrici: Primo Manuale per la Formazione dei Volontari

Realizzato da AIEOP e GSK, sarà distribuito a 50 centri italiani.

Sono ormai un esercito: centinaia, migliaia di volontari che nelle corsie degli ospedali di tutta Italia affiancano personale medico e infermieristico, regalano il loro tempo e il loro amore ai bambini malati di tumore e alle loro famiglie.
Oggi hanno uno strumento in più per far sì che la loro opera sia più puntuale e corretta: il primo “Manuale per la Formazione dei Volontari”. Intitolato ‘L’Assistenza ai Bambini Malati di Tumore’, è stato realizzato con il contributo di alcuni tra i maggiori esperti italiani, aderenti all’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop), con l’aiuto di GlaxoSmithCline.
Verrà distribuito gratuitamente ai volontari che operano negli oltre 50 Centri Aieop attivi su tutto il territorio nazionale e (edito da Raffaello Cortina) sarà anche in v ita in libreria.

“La ricerca – ha spiegato il professor Giuseppe Basso, presidente della Fondazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica – ha permesso grandi progressi e oggi il 75% dei bambini affetti da tumore può vincere la sua battaglia tanto che la comunità scientifica considera la ricerca sui tumori infantili il più grande successo della medicina negli ultimi 40 anni”.
Si tratta di malattie quali la leucemia linfoblastica acuta, che colpisce ogni anno 40 bambini sotto i 15 anni per milione e rappresenta TUMORI PEDIATRICI.
Il PRIMO MANUALE PER LA FORMAZIONE DEI VOLONTARI realizzato da AIEOP e GSK, sarà distribuito a 50 centri italiani quasi il 30% dei tumori pediatrici. Ma anche come la leucemia mieloide acuta (8 bambini per milione, sopravvivenza 50%), linfomi, neuroblastoma,sarcoma osseo.

Se la ricerca sta raggiung o parecchi traguardi, l’assistenza non deve perdere di vista la qualità di vita dei piccoli pazienti e della loro famiglia. “Nonostante l’impegno di medici e psicologi – ha affermato Momcilo Jankovic, responsabile del day hospital di Ematologia pediatrica al San Gerardo di Monza – ancora oggi la diagnosi di tumore in età pediatrica è legata a una forte percezione di gravità, genera stati d’ansia e di tensione, oltre che sensi di colpa. Per questo i volontari, purché adeguatamente preparati, possono essere di grande utilità, nell’ambito di una completa collaborazione con le persone specializzate”.

 

Fonte: IO, DOMANI SETTEMBRE 2010 – Notiziario Trimestrale dell’Associazione per la lotta contro i Tumori Infantili


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