Tumori: polmone, svelato come sfugge all?azione dei farmaci

ROMA – Il cancro al polmone non a piccole cellule, quello che miete piu’ vittime, e’ oggi piu’ debole perche’ poiche’ si e’ svelato come aggira i farmaci inibitori delle tirosin-chinasi Iressa e Tarceva sfuggendo al loro effetto.
La scoperta, resa nota sulla rivista Science, si deve ad un’equipe guidata da Jeffrey Engelman, direttore scientifico del Massachusetts General Hospital (MGH) di Boston, con la presenza italiana di Federico Cappuzzo del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Instituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Il nuovo meccanismo di resistenza farmacologica si basa sul gene ‘MET’ e sembra poter spiegare almeno il 20[%] dei casi di tumore al polmone resistenti a farmaci antitumorali orali come il gefitinib (IRESSA) o l’erlotinib (TARCEVA), inoltre potrebbe essere implicato anche in altri tipi di cancro.
Il tumore al polmone non a piccole cellule viene trattato con inibitori che bloccano il segnale di crescita e Moltiplicazione cellulare disattivando il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). Pero’, spiega Cappuzzo, ”tali farmaci sono attivi solo in alcuni pazienti, generalmente pazienti non fumatori o con particolari caratteristiche biologiche”. E poi anche nei casi in cui questi farmaci sono efficaci in prima battuta, prosegue Cappuzzo, ”purtroppo, dopo una iniziale regressione, la malattia ricominciare, poiche’ insorgono fenomeni di resistenza ai farmaci”.
Un meccanismo che determina la resistenza e’ gia’ noto e sono attualmente in sperimentazione su pazienti dei nuovi farmaci, spiegano i ricercatori Usa. Ma tale meccanismo da solo non spiega tutti i casi di farmaco-resistenza. Di qui questo studio su linee di cellule tumorali che ha svelato come il segnale di moltiplicazione delle cellule malate si riattiva a causa di un altro gene, MET.
I ricercatori hanno quindi dimostrato che spegnendo MET mentre si somministra Iressa le cellule tumorali muoiono.
”Il vantaggio pratico che deriva dalla scoperta e’ molto rilevante – continua Cappuzzo. Anche se non ancora disponibili nella pratica clinica, farmaci in grado di bloccare MET gia’ esistenti offrono la concreta possibilita’ di indurre una nuova regressione tumorale nei pazienti divenuti refrattari agli inibitori dell’EGFR”.
”Puntiamo a definire categorie di pazienti che presentano caratteristiche biologiche comuni per poi individuare terapie sempre piu’ mirate, conclude l’oncologo. A breve il nostro Istituto coordinera’ programmi di ricerca con nuovi farmaci in pazienti selezionati sulla base di queste caratteristiche”.


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