Tumori, progetto per le terapie a domicilio

La Regione estende l’assistenza nel Lazio Stanziato un milione e mezzo per assicurare le cure per le malattie onco-ematologiche direttamente nell’abitazione dei pazienti. Sarà potenziato per un anno il servizio già sperimentato a Roma nel 2010, per poi estenderlo ai prossimi cinque anni (di SARA GRATTOGGI)
 Un milione e mezzo di euro per estendere l’assistenza domiciliare dei malati onco-ematologici a tutte le province del Lazio. Tanto ha stanziato la Regione per potenziare il servizio già sperimentato su Roma nel 2010 dall’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma (Ail) e dall’Asl Roma C. Il progetto renderà possibile trasferire su tutto il territorio regionale, direttamente nell’abitazione dei pazienti, le procedure terapeutiche complesse e tipicamente ospedaliere necessarie per la cura dei malati onco-ematologici. A coordinarlo sarà l’Ail, insieme all’università La Sapienza e al Policlinico Umberto I di Roma.L’iniziativa prenderà il via il primo gennaio 2012 e proseguirà per un anno, ma l’intenzione è di estenderla anche ai prossimi cinque. L’obiettivo che ci si prefigge è di riuscire ad assistere circa 700 pazienti l’anno. ”La Regione – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Aldo Forte – ha deciso di finanziare il progetto per venire incontro alle esigenze dei pazienti e, contemporaneamente, risparmiare sulle spese di ricovero, garantendo però un servizio d’eccellenza”. L’Ail redigerà report periodici sull’andamento delle cure, grazie anche all’informatizzazione delle cartelle cliniche, e sosterrà i costi dell’assistenza per i pazienti non coperti dal co-finanziamento regionale. “Una delle frasi più ricorrenti fra i pazienti ricoverati è: ‘dottore, quando mi manda a casa?’. E ciò vale per tutti, dai bambini agli anziani
– ha spiegato Franco Mandelli, presidente dell’Ail – É importantissimo essere curati a casa circondati dall’affetto dei propri cari, dei propri amici in un ambiente accogliente e familiare. Con questa iniziativa miglioreremo la qualità della vita dei malati”.

DATA: 15/12/2011

FONTE: repubblica.it

Pubblicato in Ultimissime

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