Tumori: se piccoli curarli in 24 ore al ?Day Center? Veronesi

MILANO – Entrare al mattino con un tumore talmente piccolo da essere ‘visto’ solo con le piu’ moderne apparecchiature, e uscire alla sera avendo gia’ terminato le cure. E’ il sogno di Umberto Veronesi, che per realizzarlo ha voluto accanto al suo Istituto europeo di oncologia (Ieo) un nuovo Day Center, che in poche ore possa stroncare un potenziale cancro sul nascere. Ed e’ proprio quello che ha inaugurato oggi a Milano, alla presenza del presidente della Lombardia Roberto Formigoni: una struttura con 39 ambulatori per visite ed esami diagnostici, quattro ambulatori chirurgici, cinque sale operatorie, cinque di medicina nucleare e 32 posti per il day hospital. Le prime attivita’ si prevede partiranno agli inizi di aprile, e saranno dedicate alla diagnosi sui pazienti esterni all’istituto. ”Noi pensiamo che la medicina debba guardare a un futuro molto ambizioso – ha detto Veronesi -. Vogliamo curare bene la gente, guarirla, in maniera il piu’ possibile completa. Questo nuovo centro vuole rivolgersi alla popolazione sana, non solo ai malati: vogliamo scoprire i tumori nascosti in ogni organo possibile tra le persone che si ritengono sane e in perfette condizioni, perche’ sappiamo che scoprire un tumore iniziale vuol dire guarirlo nella maggior parte dei casi. I nostri pazienti – ha aggiunto – guariscono in media nell’80% dei casi quando presi tutti insieme, ma ad esempio ci sono picchi del 95% per il tumore alla prostata, e del 90% per quello alla mammella”.    Il nuovo centro permettera’ anche di alleggerire il lavoro dell’Ieo ‘storico’, ma anche ”di ridurre le liste di attesa.  Oggi la nostra degenza media – ha continuato Veronesi – e’ di 2,9 giorni, un record assoluto in tutta Europa: nessun ospedale riesce ad avere un’attivita’ terapeutica cosi’ veloce”, con cure ”che rispettano l’integrita’ corporea del malato”. ”A pieno regime – ha detto Carlo Ciani, ad dell’Ieo – il Day Center potra’ eseguire ogni anno 5.400 interventi e 18 mila trattamenti, una soglia che pensiamo di raggiungere entro due anni”. Il tutto, ha concluso Veronesi, per far si’ che gli ospedali si trasformino ”da luogo di sofferenza in un luogo di aspettativa e di totale recupero”.


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